Istituto Turrisi Colonna / Il fascino (e l’impegno) del direttore d’orchestra in un incontro formativo per gli allievi

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Turrisi Colonna incontro formativo su direttore d'orchestra

Si è conclusa con successo ed entusiasmo la conferenza “Direzione d’orchestra e teatro musicale”. L’evento, come riporta un comunicato stampa, si è tenuto nell’Aula Magna Federico De Roberto del Liceo “G. Turrisi Colonna” di Catania. Un importante momento di condivisione e confronto con le nuove generazioni di musicisti che popolano le classi del liceo musicale.

Su iniziativa del dirigente scolastico Emanuela Gutkovski e del direttore d’orchestra Domenico Famà, già docente di ruolo presso la stessa istituzione scolastica, la conferenza è nata come primo tentativo “innovativo” di avvicinamento degli studenti al mondo dei direttori d’orchestra e non solo. Anche a tutte le figure professionali che girano attorno a questo ruolo, ugualmente importanti e fondamentali per la messa in opera delle idee interpretative che il direttore d’orchestra sviluppa in fase di studio.

Ad aprire i lavori la padrona di casa, Emanuela Gutkowski che ha introdotto e presentato tutti i relatori coinvolti: il direttore d’orchestra Domenico Famà, il regista Marco Longo, i violinisti Salvatore Domina e Ilaria Bonanno, il musicologo Salvatore Visalli, il pianista Gianluca Messina e il soprano Giulia Mazzara.

Il Turrisi Colonna, un’istituzione attenta all’arricchimento culturale

Per l’evento è stato creato, dunque, un gruppo di lavoro che ha visto coinvolte diverse personalità, interne ed esterne alla scuola. Obbiettivo: arricchire in modo appropriato le tematiche affrontate. Attraverso il dibattito ed il confronto, sono stati approfonditi temi fondamentali quali: come si diventa direttori d’orchestra e come nasce e si forma un’orchestra. E ancora quali sono i meccanismi del mondo del teatro, dello spettacolo e il relativo management culturale. incontro su direttore d'orchestra

Molti gli interventi e le domande degli studenti, desiderosi di conoscere tutti i dettagli e le particolarità che caratterizzano i mestieri dell’arte presentati. La matinée si è così trasformata in un vero salotto culturale. Il Liceo Turrisi Colonna di Catania è, infatti, un’istituzione molto attenta all’arricchimento del bagaglio culturale e delle competenze dei suoi studenti, con un occhio diligentemente proiettato al loro futuro.

La figura del direttore d’orchestra

Ma chi è il direttore d’orchestra. Come da definizione dell’enciclopedia Treccani: è colui che dirige con gesti codificati un gruppo di strumentisti, ed eventualmente anche di coristi o di cantanti solisti, perché risulti migliore l’armonia dell’esecuzione di un brano musicale nel suo insieme.

Qualsiasi movimento, ogni gesto del direttore, pur non avendo un significato simbolico, esprime una stretta corrispondenza sia con la melodia sia con lo strumento, che ciascun musicista suona.
Altrettanta importanza riveste, inoltre, l’impulso che il direttore deve saper imprimere per rinnovare continuamente l’attenzione e l’andamento dell’orchestra.

L’uso di una gestualità manuale convenzionale pare risalga al Medioevo, al praecentor, ovvero al direttore di coro del canto gregoriano, il quale attraverso movimenti della mano indicava l’andamento della melodia. Con il passare del tempo, la progressiva precisione della notazione musicale ha dato vita a gesti direttoriali che indicavano la velocità del brano, il tipo di emissione vocale o strumentale desiderata, il fraseggio e altro.

Questo processo ha contribuito a collegare, con crescente aderenza, l’esecuzione delle opere al testo musicale scritto, nonché ad arricchire l’espressività delle composizioni.
Anche noi abbiamo rivolto qualche domanda al maestro Domenico Famà.

Come si diventa direttori d’orchestra?

“Si comincia solitamente con lo studio di uno strumento ad alti livelli di virtuosismo. Poi si approfondiscono tutte le discipline di carattere percettivo che permetteranno lo sviluppo dell’orecchio musicale. Si studia composizione, analisi e tutte quelle materie accessorie come strumentazione e canto.

“La cultura musicale, la consapevolezza degli stili e delle prassi integrano tutte queste conoscenze e permettono l’arrivo allo studio delle partiture orchestrali. A quel punto inizia lo studio vero e proprio. Il direttore studia immaginando il suono dell’orchestra e metabolizzando ciò che legge sfruttando la memoria e l’orecchio interno. L’arrivo sul podio è conseguenza di tutto uno studio teorico e immaginifico che permette, con le prove a disposizione, la realizzazione di un lavoro con l’orchestra”.

Perché i giovani di oggi dovrebbero scegliere questa professione piuttosto che quello che oggi va più di moda?

Questo è un mestiere complesso perché bisogna gestire uno strumento, come l’orchestra, fatto di persone e, quindi, altamente suscettibile e delicato. Non è un mestiere semplice da scegliere. Inoltre, servono doti e capacità particolarmente rare che, assieme ad uno studio approfondito e lungo, permettono di approcciarsi a questa disciplina.
Dunque, la selezione avviene per attitudine, passione e tenacia negli studi. Solo amore e passione giustificheranno il lungo percorso che permette di arrivare a questo mestiere nel migliore dei modi e nei contesti giusti. È sicuramente un mestiere difficile ma sicuramente uno dei più belli possibili!.

 Cristiana Zingarino

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