Un sacerdote cattolico ha compiuto un esorcismo nel Ranch di Jeffrey Epstein, luogo legato alle testimonianze di abusi sessuali. La notizia ha riportato l’attenzione sul cosiddetto Zorro Ranch e soprattutto sul progetto dei nuovi proprietari: trasformare un luogo associato per anni alle accuse contro il finanziere americano in una struttura dedicata alla preghiera e ai ritiri cristiani. La famiglia Huffines, originaria del Texas, ha acquistato il ranch nel 2023 e lo ha ribattezzato San Rafael Ranch. L’idea di intervenire anche sul piano religioso nasce dal peso simbolico della storia del luogo, sul quale sono state raccolte nel tempo numerose testimonianze relative agli abusi attribuiti a Epstein.
Lo svolgimento del rito
A raccontare alcuni dettagli dell’iniziativa è stato Devin Huffines, uno dei figli di Don Huffines. Secondo la sua testimonianza, la famiglia avrebbe fatto arrivare dall’Ohio un sacerdote esperto di esorcismi. Il rito, sempre secondo il racconto dei proprietari, si sarebbe protratto per tre giorni e avrebbe riguardato l’intera proprietà. È importante però distinguere il racconto dei proprietari da ciò che è stato verificato indipendentemente: le fonti disponibili confermano che l’esorcismo è stato dichiarato dalla famiglia, ma non forniscono elementi per stabilire eventuali fenomeni soprannaturali avvenuti durante il rito.
Zorro Ranch / le accuse contro Jeffrey Epstein
Per comprendere la portata simbolica della decisione bisogna ricordare che il ranch fu acquistato da Epstein nel 1993. Situato a sud di Santa Fe, il complesso arrivò a estendersi per migliaia di acri e comprendeva una grande residenza, strutture per gli ospiti, una pista privata e altre infrastrutture. Nel corso degli anni numerose donne hanno raccontato di aver subito abusi da parte di Epstein proprio in New Mexico. Le accuse relative al ranch non portarono però a un procedimento penale contro Epstein per quei fatti specifici. Dopo l’arresto del finanziere nel 2019, l’attenzione delle autorità si concentrò soprattutto su altre sue proprietà. Nel 2026 il New Mexico ha avviato una nuova fase investigativa sulla proprietà e sulle attività che vi si sarebbero svolte.
L’acquisto da parte della famiglia Huffines
L’acquisto del ranch ha suscitato attenzione anche per l’identità dei nuovi proprietari. La famiglia di Don Huffines, imprenditore e politico texano, ha rilevato la proprietà attraverso una società collegata alla famiglia. Secondo quanto dichiarato dai suoi rappresentanti, l’acquisto avvenne tramite un’asta pubblica e i proventi erano destinati a beneficio delle vittime di Epstein. La famiglia ha inoltre fatto sapere di essere disponibile a collaborare con le autorità. Il valore dell’immobile è stato successivamente oggetto di contestazioni fiscali, anche in considerazione della notorietà negativa associata al luogo. Prima ancora dell’esorcismo, dunque, la nuova proprietà aveva già scelto di confrontarsi con il problema della reputazione del ranch e con il suo ingombrante passato.
La ”nuova vita” del Ranch di Epstein
Il progetto annunciato dagli Huffines mira a cambiare radicalmente la funzione della proprietà. Il San Rafael Ranch dovrebbe diventare un centro di ritiro cristiano con spazi destinati alla preghiera e alla vita all’aria aperta. Tra le attività prospettate figurano momenti di silenzio e raccoglimento, oltre a pesca, equitazione e altre attività per famiglie e gruppi religiosi. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di associare al luogo un significato completamente diverso da quello maturato durante gli anni della proprietà di Epstein. È una trasformazione che va oltre la semplice riconversione immobiliare: per i proprietari rappresenta un tentativo di contrapporre alla storia di sfruttamento e violenza una nuova identità fondata sulla fede, sulla famiglia e sull’accoglienza.
Il significato simbolico dell’esorcismo e l’importanza della memoria
L’esorcismo del ranch di Jeffrey Epstein assume così un forte valore simbolico. Non significa che la terra possa essere considerata responsabile dei crimini commessi al suo interno, né che un rito religioso possa cancellare le responsabilità personali di chi ha compiuto gli abusi. La stessa famiglia Huffines ha insistito sull’idea che il male appartenga alle azioni degli uomini e non agli edifici o al terreno. La scelta di pregare nella proprietà può essere letta, quindi, come un gesto attraverso il quale i nuovi proprietari intendono segnare una cesura con il passato. Rimane però fondamentale che la trasformazione spirituale del luogo non oscuri la memoria delle vittime né l’esigenza di fare piena luce sui fatti ancora da chiarire.
Giulia Trovato
