Le “sentinelle del mattino” si preparano alla notte bianca di preghiera

“Abbiamo ascoltato da Giovanni Paolo II parole di verità. Le ha dette con amore, toccando le persone nel cuore e nella mente, per questo tanti giovani lo hanno seguito e tanti giovani oggi sono qui”. È sul palco del Circo Massimo don Maurizio Mirilli, direttore dell’ufficio di pastorale giovanile della diocesi di Roma, l’ufficio che coordina la “notte bianca” di preghiera e adorazione che precede la solenne cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II.

È la prima volta che Roma vivrà una “notte bianca” di preghiera. “Qui al Circo Massimo – racconta don Mirilli – già si sta vivendo un’atmosfera di emozione, di attesa, di gioia e soprattutto di gratitudine per Giovanni Paolo II”. Terminata la veglia al Circo Massimo, a partire dalle 23, sarà possibile continuare a pregare fino all’alba in otto chiese del centro città che si trovano lungo il percorso che dal Circo Massimo conduce alla basilica di San Pietro. “Torneremo a far sentire la nostra voce – dicono i giovani della pastorale giovanile di Roma –, ricordando le parole di Giovanni Paolo II nel 2000 a Tor Vergata: ‘Vedo in voi le sentinelle del mattino, questo chiasso ha sentito Roma e non lo dimenticherà mai’”.
“Le animazioni delle veglie – spiega don Mirilli – sono state affidate ai movimenti e alle associazioni giovanili presenti in diocesi. Ci saranno nelle otto chiese 100 sacerdoti per le confessioni in tutte le lingue”.
A San Bartolomeo ci saranno i giovani della Comunità di Sant’Egidio; alla parrocchia di San Giovanni dei Fiorentini la comunità “Nuovi Orizzonti” fondata da Chiara Almirante; a Sant’Anastasia i Neo Catecumenali.
A Sant’Anastasia, la veglia sarà animata dai giovani del Rinnovamento nello Spirito. “Si prova commozione – confida il rettore, don Gianni Todescato – nel vedere quante persone sono arrivate a Roma per rendere omaggio a Giovanni Paolo II, un papa che ha lasciato una traccia profonda e indelebile nella Chiesa di Dio”.

“Molto, molto lavoro”. Risponde così, con un sorriso, padre Petrus Bronnebrg, rettore della basilica di Sant’Andrea della Valle, impegnato in questi giorni ad accogliere i pellegrini di passaggio a Roma per Giovanni Paolo II. La veglia nella sua basilica sarà animata dal gruppo internazionale dell’Emmanuel che arriverà nella Chiesa con la Croce della Gmg, come “atto in preparazione alla Giornata mondiale della gioventù di Madrid”. La serata prevede canti, testimonianze, una messa solenne alle 22 e una lunga adorazione eucaristica fino alle 2. Il tutto con una partecipazione di circa 1.000 persone. “La beatificazione di Giovanni Paolo II rappresenta un momento forte come lo è un anniversario in famiglia e come tale porta unione, rinsalda le relazioni, aiuta ad andare in profondità”.

Alla parrocchia, invece, di San Marco, a due passi dal Campidoglio, la veglia è affidata ai Focolarini. Circa 500 le persone attese. Anche qui, la veglia prevede momenti di silenzio intervallati a canti, testimonianza e proiezioni di immagini e parole di Giovanni Paolo II. “Questa notte – dice il parroco, don Angelo De Donatis – si ricollega ad altre tre notti vissute con il Papa. La prima è la notte della Gmg del 2000 a Tor Vergata. La seconda è la notte di Pentecoste vissuta con Giovanni Paolo II dalla diocesi di Roma a compimento della missione cittadina. E poi l’ultima, la notte in cui i pellegrini giunti da tutto il mondo hanno accompagnato Giovani Paolo II nell’ultimo tratto del suo pellegrinaggio sulla terra. Un padre per tanti. Ricordo che quando il Papa morì, un tassista mi disse: ‘Sono triste, perché è come se fosse morto mio padre’. Ecco, Giovanni Paolo II faceva vivere questa paternità”.

SIR

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