Libri / Presentato ad Acireale il testo di don Giuseppe Russo “Sulla necessità di pregare con il Padre Nostro”

Nell’ambito delle celebrazioni di questo periodo natalizio che volge ormai alla conclusione, la comunità parrocchiale ‘Santa Maria degli Angeli’ di Acireale ha voluto ricordare la figura del proprio compianto parroco don Giuseppe Russo, nel giorno della ricorrenza del suo ottantesimo genetliaco, ringraziando il Signore per il dono del ministero di don Giuseppe, con la presentazione del testo ‘Sulla necessità della preghiera – Pregare con il Padre Nostro’.

Don Giuseppe Russo

Il testo, la cui pubblicazione era già negli auspici dello stesso autore don Giuseppe e della comunità parrocchiale, è stato editato dalla Carthago Edizioni a poco più di due anni dalla scomparsa, avvenuta il 13 dicembre 2017, e rappresenta il frutto delle meditazioni pastorali che il compianto don Giuseppe propose per un biennio alla comunità che egli ha sapientemente guidato per ben 42 anni, dal 1975 al 2017.
La sua figura di padre e pastore rimane indelebilmente scolpita nei cuori dei suoi parrocchiani ma anche di quanti (e non sono certo pochi!), nel corso della sua pluridecennale esperienza ministeriale hanno comunque avuto la possibilità di avvicinarlo e di sperimentarne la profonda spiritualità.
Moderatore della serata, alla presenza di un  pubblico numeroso e particolarmente attento, era il dott. Paolo Trovato, relatori il parroco sac. Calogero Frisenda, sodale della Congregazione dell’Oratorio dei Padri Filippini di Acireale, il dott. Gaspare Liggeri, presidente della ‘Carthago’,  Margherita Guglielmino e Giuseppe Pennisi, rispettivamente responsabile editoriale ed  amministratore della stessa Casa editrice, nonché i proff. Gregorio Monaco e  Pina Borzì, revisori degli appunti del compianto parroco, che sono stati riprodotti nel testo pubblicato.
Assente, invece, tra i relatori, don Carmelo Raspa il quale, pur trattenuto da impegni nella propria comunità parrocchiale, faceva pervenire il proprio saluto attraverso la voce della Guglielmino. Tra un intervento e l’altro dei relatori,  intermezzi musicali con brani di musica sacra, erano affidati alla perizia del m° Angelo Maria Trovato.

Il prof. Gregorio Monaco

Presenti alla serata anche il vicario parrocchiale sac. Luciano Bella, anch’egli sodale della Congregazione oratoriana acese, il preposito della stessa Congregazione sac. Salvatore Alberti ed alcuni componenti della famiglia del compianto sacerdote parroco. I vari interventi sottolineavano l’impegno e lo zelo continui con cui don Giuseppe si spendeva per la propria comunità parrocchiale e per l’intera Chiesa diocesana, come possono testimoniare i vari incarichi di responsabilità da lui ricoperti nel corso del tempo. Ciò era la viva testimonianza di padre Calogero, che di don Giuseppe ha raccolto la preziosa eredità spirituale, dapprima affiancandolo quale vicario parrocchiale e successivamente quale nuovo parroco.
Nel proprio intervento, la prof.ssa Pina Borzì, per lunghi anni al fianco di don Giuseppe quale preziosa ed instancabile collaboratrice nell’azione pastorale, particolarmente in seno al Consiglio Pastorale parrocchiale, tratteggiava la figura del compianto parroco, del quale sottolineava come egli avesse sempre ribadito la necessità di impegnarsi nella preghiera, con ciò richiamando quanto Gesù stesso propose ai suoi discepoli che gli chiedevano che insegnasse loro a pregare. Gesù stesso insegnò loro che la preghiera è colloquio con Dio il quale, come tenero Padre, ascolta ed esaudisce le necessità dei propri figli, con quell’atteggiamento di piena ed incondizionata disponibilità all’ascolto che, da sempre, ha caratterizzato l’impegno di don Giuseppe, come riferiva il prof. Monaco. Questi ricordava come, dopo il primo incontro con don Giuseppe, avvenuto casualmente ad Agrigento, si era via via instaurato con lui un rapporto di cordiale reciproca amicizia.

Prof.ssa Pina Borzì

Dunque, occorre impegnarsi a vivere secondo quanto insegna e propone la preghiera del ‘Padre Nostro’; chiamare Dio con l’appellativo di ‘Padre’ significa, infatti, riconoscerne la paternità e l’amore, per un rapporto specialissimo di figli con il Padre, che ci conosce e ci ama uno per uno. La preghiera, allora, diviene, come riferito dal presidente della ‘Carthago’ dott. Liggeri, lo strumento d’azione più potente e, come tale, la pista privilegiata ed unica che ogni cristiano deve impegnarsi a percorrere.

Nando Costarelli   

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