Nando Pappalardo / Da Acireale al successo di YITH

0
109
Nando Pappalardo Acireale Yith

Nando Pappalardo ha lasciato la sua Acireale nel 2015 per gettare le basi del successo internazionale della sua YITH, nell’ambito della digital economy. Lo abbiamo intervistato per la rubrica #LaVoceDelManager per capirne origini imprenditoriali e impostazione. Ma prima di tutto, bisogna tornare agli anni ‘80 ad Acireale, luogo d’infanzia di Nando, classe 1973, che tra i 9 ed i 13 anni vive anche ad Aci Catena. Nato in condizioni di povertà – “i miei genitori neo sposati talvolta cenavano solo a pane e marmellata” – ci racconta, cresce in una famiglia dedita a lavorare con grande sacrificio. Il padre si muove come pescivendolo ambulante, ma si leva letteralmente il pane di bocca per fare studiare a tutti i costi Nando. Vuole che il figlio prenda il diploma di geometra, utile a trovare lavoro sin da subito, e magari si laurei.

Nando Pappalardo / Da Acireale al successo di YITH: in principio furono il Commodore 64 e l’Amiga 500

Nando esegue il volere del padre, ma la sua testa, già da ragazzino, va sempre a quelle strane “scatole magiche” chiamate computer. Vinta una borsa di studi, convince il padre a comprare un Commodore 64, che arriva insieme a un manuale di programmazione. Nando se ne innamora letteralmente, tanto da inventare un programmino che simula la roulette da casinò con estrazione casuale di numeri e vincita eventuale. Passa presto all’Amiga 500, con cui inizia a programmare con il linguaggio di programmazione AMOS. Ma il papà, temendo il troppo tempo trascorso da Nando e dal fratello minore al computer, inizia a nascondere l’alimentatore. Autorizzato di fatto a programmare al computer solo una settimana su due, Nando perde la voglia ma, nel frattempo, conclude gli studi con profitto.

Dall’iscrizione all’università…

In questi anni, in cui la famiglia si trasferisce ad Acireale, s’intensifica l’altro grande amore della sua vita: il calcio. Dietro quel benedetto pallone, col tempo il ragazzo inanellerà anche tre partite al giorno. Anche l’università è una scelta per compiacere il padre: Nando si iscrive in ingegneria meccanica, ma dura un anno. Gioca infatti a calcio a 5 in serie B e non ha la motivazione per seguire le lezioni. L’Acireale calcio a 5 ha tutte le carte per salire in serie A, ma la proprietà cerca di evitare la promozione per via dei costi: così facendo, demotiva i giocatori non pagando neanche i premi partita. Passato da passione a delusione, Nando deve ottemperare quindi agli obblighi di servizio militare: un’esperienza che lo disciplina, emancipa e abitua a una maggiore capacità di gestione generale.

Nando Pappalardo Sara Acireale Yith
Nando Pappalardo e la moglie Sara

…alla pescheria

Finita la leva, il padre gli propone il grande salto: aprire a Nicolosi una pescheria insieme. Già dall’apertura, nel ’96, la scelta rivela lauti guadagni, anche se il lavoro è duro: ogni giorno bisogna alzarsi alle 2 per prelevare il pesce fresco al mercato ittico di Acitrezza e andare in Ape car a Nicolosi, quindi lavorare fino al pomeriggio. Nando impara a interagire con i più vari clienti, dai più snob ai più popolari. Intascando i primi denari, si riappropria del primo grande amore: compra un computer, davanti al quale trascorre senza accorgersene buona parte delle ore notturne. “Cominciavo la sera verso le 10, come a 13 anni, e talvolta finivo all’alba per andare direttamente a lavoro, senza accorgermi del tempo – ci dice oggi. – Leggevo tutto in inglese e mi formavo per passione da autodidatta tutti i giorni, dal punto di vista teorico e pratico”.

Il sogno contro le certezze

Ricordo – confida – che alla sera talvolta frequentavo il Sa.Ba, molto in voga al tempo. Nel mio gruppo di amici universitari, per quanto fossi figlio di un pescivendolo e non avessi proseguito gli studi, ero già molto più preparato degli ingegneri informatici con cui mi confrontavo, come loro stessi mi facevano notare…”. Anche molti clienti in pescheria si accorgono che il ragazzo farebbe bene a seguire il proprio sogno, magari tornando all’università. “Mi convinsi, per quanto guadagnassi bene, di lasciare la pescheria di mio padre nel 2001: sapevo che non avrei voluto farlo per sempre. Spiegai a mio padre che non m’importava guadagnare tanto, ma essere felice e seguire la mia passione. Certo, per almeno un anno, lasciare quella conquista economica per la famiglia fece dire a mio padre spesso che fossi pazzo”. 

Vercelli ed il richiamo della Sicilia

Ma per quanto il padre cerchi di farlo desistere, Nando preferisce alle “certezze” frequentare un ottimo corso a Vercelli finanziato dall’Unione Europea. “Un corso fondamentale che recepì subito – sottolinea – tanto da ricevere proposte di lavoro prima di concluderlo, anche dai docenti del corso stesso”. Ma Nando rifiuta le prime chiamate: ha la fidanzata a Giarre e, cosciente del suo sapere fare, decide di tornare in Sicilia, dove nel settembre 2003 trova subito lavoro, a Noto, per insegnare amministrazione di database della net-economy. Nel giro di pochi mesi però, presa sicurezza delle proprie capacità, inizia a pensare ad una propria impresa.

Nando Pappalardo motivation

La svolta: Your Inspiration Web

Le prime esperienza da imprenditore di sé stesso non sono tuttavia lusinghiere: l’amico presunto esperto di marketing contattato per impostare una web Agency, chiamata Edi Group, limita troppo le idee di sviluppo in grande di Nando, che decide nel giro di qualche anno di andare per la propria strada. Nel maggio 2009 fonda allora Your Insipration web, un blog nato dalla sua capacità di sviluppatore insieme alla fidanzata Sara, grafica e designer. Intuisce la facilità con cui si possa estendere il debuttante CMS WordPress, aggiungendo funzionalità chiamate “plug-in”: la qualità con cui sia scritto il codice sorgente e la facilità di utilizzo lo spingono a intuirne il potenziale enorme. “Mi resi conto in quel periodo – dichiara – di poter vendere i temi per WordPress che creavamo, direttamente sul marketplace di Envato.

WordPress e la prateria web dell’e-commerce

Nel 2009, il primo tema fu venduto nel giro di un mese per tanti clienti da sommare circa 1500 euro: i numeri erano ancora piccoli ma il potenziale fu chiaro. “Con lo stesso investimento di tempo – specifica Nando – capì avrei potuto vendere un prodotto anche a 200 persone anziché una”. Nel 2011, WordPress avrebbe rappresentato già più del 13% dei siti web al mondo. Oggi è la piattaforma più utilizzata in assoluto, essendo utilizzata per quasi il 40% del web. Morale della favola: se con Edi Group non arrivava a fine mese, con il nuovo blog non riusciva a stare dietro ai preventivi, che arrivano anche a centinaia in un mese.

In 3-4 mesi, il nuovo blog di Nando e Sara diventa uno dei più quotati in web design in tutta Italia. “Col blog avevamo entrate già alte ed eravamo su network americani: iniziai a creare seminari in Italia e una rivista sul web design. Poi – afferma Nando – nel 2011, tornando sul Market Place di Envato, mi accorsi che le vendite si erano moltiplicate e, con Sara, iniziammo a sviluppare temi che fruttarono decine di migliaia di euro. YITH woocommerce
Capì nel 2012, anno in cui morì mio padre ma in cui nacque mia figlia, che potevo ingrandirmi: assunsi tre sviluppatori ed il template a cui lavorammo per due settimane, Maya Shop, fatturò solo al primo mese 10mila euro… andando esponenzialmente ad aumentare. Tutt’oggi lo vendo ancora: ho calcolato abbia fatturato da solo circa 550 mila euro”.

Nando Pappalardo / Da Acireale al successo di YITH: ero stanco dell’Italia…

Quando però su ENVATO la concorrenza cresce troppo, Nando matura l’idea di creare YITH, acronimo di Your Inspiration Themes. Quando nel dicembre 2014 si conclude così l’avventura su ThemeForest, il fatturato supera i tre milioni di dollari e risulta al quarto posto tra gli autori che vendono e fatturano di più al mondo. Il core-business si sposta sui plug-in per l’e-commerce. “Iniziammo a sviluppare estensioni per WooCommerce, un plugin gratuito che trasforma WordPress in un e-commerce, da rivendere in tutto mondo. Ma continuavo a pagare tra le più alte imposte d’Europa senza adeguati servizi: dovevo ad esempio competere con gli USA e il resto del mondo con una connessione da 2 megabyte di velocità. Valutai New York, che sembra il centro del mondo perché tutto arriva prima e in grande, ma la trovai pericolosa per i miei piccoli”.

Nando Pappalardo / Da Acireale alIe Canarie: il decollo di YITH

Pensai alla Florida, poi un amico mi parlò bene delle Isole Canarie, così andammo in vacanza a Tenerife nel 2013. Fu amore a prima vista: persone affabili, clima idilliaco, cultura latina e la garanzia in termini di diritti di essere Unione Europea. Ci trasferimmo definitivamente a giugno 2015″. Il resto è storia nota: YITH in poco tempo diventa leader mondiale per lo sviluppo e la vendita di plugins per WooCommerce. Oggi dà lavoro a 48 persone e l’ultimo fatturato nel 2020 è di 4 milioni di euro. Eppure, non ci sono orari fissi e monti ore rigidi per i dipendenti. Per di più, sono sparsi in tutto il mondo collegati in remoto e diversi sono di stanza ad Acireale.

Nando Pappalardo Acireale Yith Tenerife

Nando Pappalardo / Da Acireale al successo di YITH: la filosofia aziendale

“Fondo tutto su passione e rispetto per le relazioni e la dignità umana. Sono fortunato ad essere nato in una famiglia umile – spiega. Alle mie radici devo la volontà di incentrare il mio modo di fare business sulla qualità della vita e la felicità dei dipendenti. Per me non sono numeri ma persone da valorizzare e rendere partecipi”. Il rapporto costi/benefici non è compreso nella filosofia capitalistica classica. Questa suggerirebbe altrimenti a Nando di rivedere il suo credo aziendale risparmiando in 10 anni circa un milione e mezzo di euro di costi di stipendi. “Io punto invece sugli obiettivi e la corresponsabilità anziché sul dipendente spremuto – sottolinea. – Il ragazzo felice e motivato, se si sente parte di un importante progetto, rende molto di più di quello costretto da vincoli.

Sono sempre più convinto, come ritengo questo periodo ci stia dimostrando, che il mondo del lavoro andrà avanti sulla motivazione delle persone che si sentono coinvolte e comprese. Un po’ come se fossimo in una nuova rivoluzione industriale. La pandemia stessa ci sta dimostrando che l’innovazione passa anche dal punto di vista della qualità del lavoro. Il modello organizzativo che utilizziamo si chiama “Holacracy”: al posto della tradizionale gerarchia, un sistema fondato su autorità distribuita”.

Cosa farà Nando Pappalardo… da grande?

A dicembre scorso ha rifiutato un’offerta di 25 milioni di dollari per la sua azienda. E’ inoltre recente il suo messaggio ai tifosi dell’Acireale Calcio per cui, anche se non è oggetto di quest’intervista, è d’obbligo chiedergli “cosa farà da grande”. “Amo il ruolo di imprenditore e investitore per le passioni in cui credo – risponde. – Mi renderebbe felice avere ancora più tempo da dedicare ad altro oltre alla mia azienda. Mi dicono di sapere motivare chi collabora con me: probabilmente vorrei mettermi in gioco di più in questo, anche per capire se è vero.

Di certo, mi piacerebbe aiutare le persone a capire se stanno vivendo vite che non hanno scelto o che altri hanno imposto loro, senza vedere sbocciare le proprie aspirazioni. Se potessi, mi piacerebbe trasmettere loro il coraggio di sapere cambiare e trovare migliori motivazioni per essere più felici”. Se si pensa che YITH nacque nel salone di un appartamentino di Acireale, dove un tavolo da cucina comprato da Conforama faceva da scrivania a Nando e Sara, probabilmente c’è da credere che “da grande” deciderà ancora una volta di rimettersi in gioco, cambiando la vita di molte altre persone.

Mario Agostino

Print Friendly, PDF & Email