Nuove nomine in Diocesi 1 / La rivoluzione pacifica di mons. Antonino Raspanti, coinvolti una ventina di sacerdoti

Una piccola rivoluzione è in atto nell’ambito della diocesi di Acireale.

Il Vescovado di Acireale, illuminato da un particolare scorcio di luce autunnale, che potrebbe suggerire la definizione "Luci ed ombre sulla Chiesa acese", oppure "Colpo di luce sul Vescovado"
Il Vescovado di Acireale, illuminato da un particolare scorcio di luce autunnale, che potrebbe suggerire la definizione “Luci ed ombre sulla Chiesa acese”, oppure “Colpo di luce sul Vescovado”

Tutto è cominciato il 26 luglio, giorno della festa di santa Venera, quando il Vescovo mons. Antonino Raspanti ha annunciato il cambio dei vertici del Seminario diocesano, con la nomina di don Marco Catalano quale nuovo rettore al posto di don Angelo Milone e di don Gaetano Pappalardo quale nuovo direttore spirituale in sostituzione di don Rosario Gulisano. Contestualmente, come nel gioco del “Tetris” in cui bisogna riempire tutte le caselle rimaste vuote, si sono succedute una serie di nomine e di spostamenti, conseguenziali l’una all’altra. Per cui lo stesso padre Milone è stato nominato parroco di Aci Sant’Antonio, al posto di don Vittorio Rocca, che a sua volta va a fare il rettore della basilica di san Sebastiano di Acireale, sostituendo don Carmelo Sciuto, nominato a sua volta parroco di Aciplatani. E, proseguendo, don Antonio Pennisi da parroco di Aciplatani è stato trasferito a Giarre, alla parrocchia “Gesù Lavoratore”, il cui precedente parroco, don Antonio Russo, si sposta alla Matrice di Giarre, dedicata a sant’Isidoro Agricola (patrono della città), sostituendo così don Domenico Massimino, incaricato a sua volta di reggere due parrocchie di Randazzo, il santuario dell’Assunta (precedentemente affidato a don Vincenzo Calà Impirotta, che ricopre al momento un incarico in curia) e la parrocchia della Madonna del Monte Carmelo. Ma non è finita qui, perché la parrocchia acese del Santissimo Salvatore, di cui era titolare don Marco Catalano (divenuto rettore del Seminario), è stata affidata a don Marcello Zappalà, proveniente da Carruba (parrocchia san Martino) e Mangano (Santa Maria di Porto Salvo), al cui posto è andato, con il medesimo doppio incarico, don Sebastiano Leotta che lascia la parrocchia di Maria SS. Annunziata di Calatabiano. Qui arriva invece don Salvatore Sinitò, “promosso” da Santa Maria delle Grazie di Linguaglossa, dove era vicario parrocchiale. E registriamo ancora le nomine di don Lucio Cannavò a Torre Archirafi (dove fungeva da amministratore don Antonio Russo), di don Simone Sacchier, trasferito da Tagliaborse a Presa (al posto don Lucio Cannavò) e di don Mario Fresta a Tagliaborse. E ci sono ancora gli spostamenti di alcuni vicari parrocchiali: don Maurizio Guarrera da Santa Maria Assunta di Randazzo ad Aci San Filippo e don Richard Zabala da Torre Archirafi alla parrocchia di Gesù Lavoratore a Giarre. Il Vescovo ha inoltre nominato un nuovo esorcista nella persona di padre Alessandro Salvaggio, al posto di don Carmelo La Rosa, che resta titolare in qualità di rettore-parroco del santuario di Vena. Mons. Raspanti ha poi scelto quale suo segretario don Gabriele Aiola, al posto di don Gaetano Pappalardo nominato direttore spirituale del Seminario. Resta invece in attesa di nuovo incarico l’ex direttore spirituale don Rosario Gulisano, il quale tuttavia mantiene la funzione di canonico penitenziere della Cattedrale, carica che dovrebbe contestualmente passare allo stesso padre Gaetano Pappalardo. Come si vede, tutta la diocesi è stata coinvolta dalle nuove nomine, nomine che nella quasi totalità dei casi prevedono delle “promozioni”, cioè affidamenti di incarichi plurimi o più onerosi rispetto ai precedenti.

S.E. mons. Antonino Raspanti (al centro) con don Gaetano Pappalardo (alla sua destra) e don Marco Catalano, neo-rettore del Seminario acese
S.E. mons. Antonino Raspanti (al centro) con don Gaetano Pappalardo (alla sua destra) e don Marco Catalano, neo-rettore del Seminario acese

Abbiamo avuto la possibilità di incontrare, tra i nuovi nominati, il neo-rettore del Seminario, don Marco Catalano (che è anche il direttore dell’Ufficio diocesano Comunicazioni sociali, carica che continua a mantenere), al quale abbiamo chiesto se ritiene più o meno impegnativo l’ufficio di parroco rispetto a quello di rettore. “Sono due incarichi totalmente differenti – ci ha risposto – anche se il rettore ha una forte responsabilità per ciò che riguarda la formazione dei futuri sacerdoti”. “Anche se sono ancora trascorsi pochi giorni (la nomina decorreva dal 1° settembre), come si sta trovando nella sua nuova funzione?”, gli abbiamo chiesto ancora. “Per il momento – ci ha simpaticamente risposto – siamo ancora in luna di miele”.

Fonti ben informate della curia ci dicono che sono in corso ulteriori nomine di vicari parrocchiali, che non sono state ancora ufficializzate. Possiamo quindi dire che continua la rivoluzione (pacifica) di mons. Raspanti.

Nino De Maria

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