Parità di genere / Margherita Ferro: “Bravo il ministro per il Sud che non partecipa al convegno senza donne tra i relatori”

Pubblichiamo una riflessione di Margherita Ferro, Consigliera di Parità per la Sicilia.
“Nella mia veste di Consigliera di Parità per la Sicilia, mi viene da gridare “FINALMENTE!”.
Ma poi torno con i piedi per terra. Anche se il gesto del giovane ministro uomo, che si rifiuta di partecipare ad un incontro dove sono SOLO UOMINI, ci fa considerare che siamo oltre le #quoterosa e che è giusta l’osservazione RIMOZIONE DI GENERE.

Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud

In effetti, noi donne da sempre contestiamo la rimozione sistematica delle donne da tutti i posti di potere pubblico; ma, fino ad oggi, è INUTILE parlare di MERITOCRAZIA se prima non si dà la possibilità alle donne di dimostrare quanto
valgono in condizione di pari opportunità, magari per  sostituire la incompetenza e la corruzione del nostro Paese.
Le donne – ci fanno riflettere gli ultimi decenni di scelte politiche di genere – vengono escluse perché non fanno parte del sistema, non avendo partecipato per secoli ai tavoli decisionali, occupati in toto dalle segreterie politiche, maschili e spesso autoreferenziali.
Le quote rosa, o comunque le vogliamo chiamare, sono le benvenute se permetteranno alle donne di dimostrare il loro valore in un Paese che stenta a reggersi in piedi.
Le quote rosa, così intese ed applicate, non squalificano o banalizzano la presenza delle donne, bensì sono una opportunità necessaria per avere la presenza delle donne in tutti gli ambiti decisionali.
Inserire uomini e donne in equale misura, nei posti di responsabilità degli enti pubblici ad ogni livello, consentirà al nostro Paese di uscire dalla mediocrità.
Il vero problema resta culturale e sta negli stereotipi di genere radicati a tutti i livelli.
Mentre le donne si trovano, ancora oggi, a dover scegliere tra vita privata e carriera; e spesso davanti a una domanda precisa o a un bivio che si presenta loro improvvisamente. Mai, una esigenza del genere si è prospettata per un uomo.
E spesso, anche se non  come nel passato anche recente, la carriera di una donna deve fare i conti con i pregiudizi del patriarcato.
Ma oggi è giunto il momento, per le donne, di mandare un MESSAGGIO FORTE E CHIARO: la nostra società, a tutti i livelli, ha bisogno di strumenti di CONCILIAZIONE, altrimenti non cambierà mai nulla perché una donna non rinuncerà MAI al suo essere madre. Però non deve essere posta dinanzi alla scelta di sacrificare la sua vita di donna, moglie e madre o quella di professionista, dirigente e manager.
Così, mentre apprezzo il gesto del giovane ministro Provenzano, lo esorto a rimuovere (nel suo ruolo, che gli consente questo e altro) tutti gli ostacoli che, di fatto, impediscono l’inserimento delle donne nei ruoli apicali.
Ma non vorrei, d’altra parte, che  distolga lo sguardo e  l’attenzione sul “Fondo di coesione e sviluppo” che, costituito per aiutare il Sud nella rincorsa, fin qui vana, ad avvicinarsi al livello di benessere economico e sociale delle regioni del nord, le cui risorse, secondo il Decreto Rilancio, possono essere distribuite, in tutta Italia, per curare gli effetti della pandemia da coronavirus. Il che produrrebbe un ulteriore effetto di distanziamento economico tra sud e nord e un impoverimento lavorativo per uomini e donne. Sarebbe inoltre auspicabile un intervento del Ministro del Sud, in merito alla decisione di Alitalia compagnia aerea di Stato, di abbandonare l’aereoporto di Birgi, in provincia di Trapani, l’ennesimo tradimento agli uomini e alle donne siciliani.
Del resto, è bene non lasciarci prendere dalla euforia del nulla, perché un Paese che ha bisogno di un ministero per il Sud forse dimostra, proprio, che cresce a due velocità. Il Meridione d’Italia ha bisogno di interventi d’urto. Il  fondo di coesione potrebbe essere un’occasione preziosa,  il governo dovrebbe considerare bene che il Sud parte svantaggiato già senza gli effetti della crisi derivati dalla pandemia; se non si considera questa condizione di maggiore bisogno e si interviene in ugual misura, non si fa altro che aumentare il disagio, soprattutto in termini di sviluppo e lavoro.
Per altro, il gesto del Ministro è apprezzabile; ma le donne non solo devono essere invitate a parlare, ma devono essere  messe nelle condizioni di DECIDERE là dove si possono cambiare le sorte di un  Paese..che abbia la possibilità di crescere in competenza, merito ed equivalenza di genere
Il merito e le competenze delle donne vanno valutati a parità di accesso ai ruoli; abbiamo donne intelligenti e uomini intelligenti, come donne stupide e uomini stupidi, la natura in questo ha sempre agito con equanimità ed intelligenza estrema”.

 Margherita Ferro
Consigliera di parità per la Sicilia