Giovani / Lo psicoterapeuta Pellai riflette sui rischi del digitale sulla crescita

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Il rapporto educativo tra genitori e figli rivela come l’uso dei social media nell’epoca digitale stia influenzando il comportamento lo sviluppo dei giovani, comportando notevoli rischi: lo psicoterapeuta Alberto Pellai, esperto di età evolutiva, ha dibattuto su questi temi al “Teatro nuovo sipario blu” di Catania il 12 ottobre scorso, evidenziando l’emergente “età dello tsunami”, caratterizzata da sfide emotive e comportamentali.

Affrontando le principali preoccupazioni provando a fornire strumenti e suggerimenti su come contrastarle prima che l’urgenza educativa si trasformi in emergenza educativa. Durante l’evento, Pellai ha dialogato con la dirigente scolastica dell’ente promotore, ”l’Istituto Francesco Ventorino”, la cui Michela D’Oro apre il discorso riflettendo sulle nuove sfide che i genitori della vecchia generazione si troveranno ad affrontare.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: l’impatto dei Social Media

I giovani in età adolescenziale sono sempre più influenzati dai social media, spesso creando nel riscontro con la realtà un disequilibrio tra pulsioni emotive e competenze regolative, caratterizzata da comportamenti influenzati dai media e dalla pressione dei pari. I dati statistici mostrano che la maggior parte dei giovani accede ai social media regolarmente, spesso con conseguenze inaspettate. Si entra in preadolescenza con una spinta emotiva, anche pulsionale, molto forte e una carenza, però, di competenze regolative. Spesso i giovani si trovano nella situazione di fare molte cose senza averci pensato sù e senza aver dato il significato corretto a ciò che fanno.

Si deve provare a dare delle linee guida che regolino questo mix di incertezze e caos adolescenziale, spesso direzionato alla ricerca di una figura modello da cui apprendere e imitare, in cui l’uso dei social tramite dei modelli di comportamenti e stili di vita visibili online o nei film, gioca un ruolo fondamentale nel costruire la loro realtà come uno specchio da cui si guardano. L’uso poco costruttivo dei social e la frequenza di esposizione ad essi, può amplificare e influenzare profondamente il loro modo di vivere la vita, di vedere sé stessi, il loro corpo e di modificare loro personalità.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: il ruolo dei genitori

I genitori della vecchia generazione si trovano ad affrontare sfide del tutto nuove. La solitudine e l’autoreferenzialità emergono come barriere nell’affrontare il dialogo con i loro figli. Pellai mette in evidenza la necessità di competenze regolative e del ruolo educativo dei genitori nell’età del digitale. Sottolinea l’importanza di affrontare, fin dalle prima fasi di età dai 6-9 anni in cui la curiosità è alta, con naturalezza e con storie verosimili le differenza di genere e i primi approcci con la sessualità. Dopo i 13 anni non ci sarà più il momento delle domande e cominceranno a scoprire tutto da soli, spesso sbagliando e confrontandosi con vaste e fuorvianti informazioni online.

Le Nuove Frontiere della Conoscenza Sessuale a cui è esposta la nuova generazione di giovani, è a facile portata di tutti tramite ricerche online. La mancanza di un’educazione sessuale adeguata può portare però alla ricerca di risposte fuori dalla zona sicura che può rappresentare la famiglia. Un esempio riguarda un ragazzo modello, 13 anni, chierichetto e primo della squadra dell’oratorio, che si è trovato coinvolto in situazioni sessualmente esplicite online. I genitori hanno chiesto l’aiuto di uno psicoterapeuta per affrontare la situazione, inconsapevoli su come fronteggiarla per aiutarlo e su come dare spiegazioni al figlio per aver spiato il suo mobile.

Una madre invece si è accorta, spiando la cronologia del telefono del figlio, di ricerche svolte online su parole come “stupro, violenza di gruppo, aggressione” portandola a dubitare dell’identità stessa di suo figlio. Esempi come questi rivelano le sfide che i genitori devono affrontare quando i loro figli esplorano la sessualità online.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: l’educazione sessuale

I media rivelano un panorama complesso e spesso inquietante della sessualità dei giovani. I genitori si trovano in silenzio totale quando si tratta di educare i loro figli sulla sessualità. Pellai ha raccolto richieste di aiuto dai genitori per i figli tra gli 8-15 anni su aspetti legati alla sessualità scoperti poiché spiati dagli smartphone dei figli. Problemi come il sexting, il grooming (adescamento online), la pedopornografia sono entrati nella vita dei minorenni, con genitori spesso all’oscuro. Questo ha creato un paradosso nella comprensione da parte dei genitori dell’esperienza della sessualità dei figli e del modo in cui li hanno educati.

L’uso di telefoni a una giovane età nella loro confort zone può portare, dove non delicatamente dialogati coi genitori, a comportamenti a rischio sulla visione di contenuti vietati ai minori e sulla condivisione di immagini giudicabili dalla legge. I genitori si trovano spesso impreparati e sorpresi non sapendo cosa dire o cosa fare. Pellai discute della frenesia sessuale che esplicita nel suo libro e dell’importanza del ruolo educativo dei genitori, sottolineando che la sessualità è un processo non fluido, ma consiste in tappe e azioni differenziate basate sul grado di sviluppo e maturazione del minore.

Consiglia a seconda dell’eta del figlio, un rapporto aperto e comprensivo e un’immagine genitoriale che esprima un punto di riferimento e di sostegno aperto a ogni dubbio o necessità e disposto ad affrontare il dialogo senza paura o imbarazzo. Cosi lo psicoterapeuta consiglia l’acquisto di libri sulla educazione affettiva e sessuale, per leggere insieme un capitolo durante le vacanze o un giorno fisso della settimana, tramutandolo in un momento speciale da condividere e da trascorrere scoprendo insieme il corpo, la sessualità e l’amore tra due individui e la regolazione e gestione dell’emotività.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: sfide nella preadolescenza e sostegno

L’importanza di affrontare il tema della sessualità in modo appropriato fin dalla preadolescenza. I genitori devono fornire un sostegno che rispecchi le esigenze dei figli, sia in termini di educazione sessuale che emotiva. Pellai spiega l’importanza di iniziare il dialogo in modo adeguato e aperto anche la necessità di educare i bambini sulle differenze di genere e sui cambiamenti corporei, incoraggiando una comunicazione empatica e una comprensione profonda. Sottolineando l’importanza dell‘uso del linguaggio per spiegare un concetto, la differenza che fanno le parole per spiegare l’atto sessuale con termini come “scopare” rispetto a “fare l’amore”.

Già cosi si va definendo l’educazione etica ed educativa del bambino coi coetanei e del suo sviluppo futuro sul modo di concepire la vita e le relazioni. Dice Pellai  “si deve indirizzare la conoscenza dei bambini che in questa fase è caotica e disordinata, per spiegargli i verbi che hanno la potenza della vita”. Educazione affettiva non è solo spiegare l’atto biologico, ma insegnare come usare la cosa più bella della vita senza sfruttarla nel peggiore dei modi, cioè come oggetto per prendere piuttosto di condividere e costruire con pazienza e dedizione nella relazione con l’altro.

La Necessità di Comunicazione e Comprensione I dati mostrano che i giovani trascorrono una quantità significativa di tempo sui social media, quasi equivalente ad una giornata a scuola. I genitori devono imparare a supervisionare questo utilizzo senza diventare opprimenti o ipercontrollanti. Insegnando ai figli le competenze emotive ed etiche onlinecome i social media possano influenzare il loro pensiero e comportamento. L’educazione emotiva e l’etica diventano aspetti cruciali del rapporto educativo. La narrazione online e la comunicazione sui social media richiedono una maggiore consapevolezza e regolamentazione.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: la condivisione dell’immagine online

Il ruolo dei genitori nel gestire l’immagine online dei figli diventa evidente. I genitori devono essere consapevoli del potere e dell’impatto delle immagini pubblicate sui social media. Pellai mette in evidenza la necessità di <<stabilire regole e linee guida prima che i figli inizino a condividere la propria immagine online>>. E’ stato dimostrato che i social media condizionano i comportamenti dei giovani che ancora prematuri, nel lungo periodo possono riscontrare effetti negativi psicologici.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: mondo virtuale e mondo reale

Mentre i giovani sono immersi nei social media, i genitori devono aiutarli a trovare un equilibrio tra queste due realtà. La prima generazione di genitori cui figli hanno un corpo reale e uno virtuale, identità online spesso caricata di caratteristiche estetiche e seduttive. E’ stato dimostrato che avere un profilo social sotto 16 anni aumenta la probabilità di 4 ragazzi su 10 di generare preoccupazioni sulla propria immagine corporee. Molti giovani si giustificano dicendo che tutti hanno una determinata app o che tutti svolgono quella pratica, quindi lo fanno per evitare l’esclusione sociale inconsapevoli dei rischi a cui vanno incontro. Il professor Francesco Pira ha espresso sulle nostre pagine le sue riflessioni sul rapporto tra social media e le nuove generazioni.

Ricordando che è fondamentale educare i giovani sull’uso corretto delle tecnologie, per sviluppare competenze emotive, etica e rispetto sia online che offline. In un’era in cui i social media sono parte integrante della vita dei giovani,  l’importanza di un dialogo aperto e comprensivo tra genitori e figli è essenziale.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: affrontare i tabù, già nelle scuole elementari

Una intervento svolto da una maestra ha mostrato come le tematiche trattate nelle scuole elementari possono essere delicate e scomode. Dai loro sguardi, si può vedere che affrontare queste questioni crea spesso l’effetto opposto a quello desiderato. Tuttavia, è essenziale variare la vita quotidiana dei giovani studenti con conversazioni su temi come il sesso in modo appropriato, evitando i tabù. Perché è importante discutere la sessualità? È un argomento che è già stato condiviso e parlato, ma l’obiettivo è fornire informazioni adeguate.

La sessualità nella vita è un elemento che contribuisce a creare bellezza, amore e sensualità, e come tale, richiede delicatezza nel modo in cui viene trattata. È fondamentale insegnare ai giovani come capire il significato di questo argomento e come affrontarlo con rispetto. Spesso, i giovani possono avere esperienze disgustose o curiosità e desiderano saperne di più. Ad esempio, potremmo incontrare una ragazza di 10 o 9 anni il cui pensiero è concentrato su qualcosa che ha visto che la turba e che non riesce a togliersi dalla mente. Queste sono situazioni in cui i genitori e gli educatori devono intervenire con sensibilità ed empatia.

E’ importante ricordare che oltre l’utilizzo che svolgono i giovani dei media, molto spesso si ritrovano passivi ad osservare quello che avviene in rete. Quando si tratta di immagini sessuali o di contenuti sessuali, è importante fare attenzione a ciò che i giovani trovano online. Questi contenuti possono avere effetti negativi e confusi su di loro soprattutto se in tenere età. Dobbiamo fare in modo che i giovani riescano a distinguere tra ciò che è bello e ciò che è inappropriato. Possiamo aiutarli a comprendere gli effetti che queste immagini possono avere sul loro cervello e insegnare loro a evitare i pericoli che potrebbero trovarsi a fronteggiare. Queste conversazioni devono essere costruttive, in modo che i giovani possano condividere tutto con noi e costruire una comprensione più chiara e rispettosa dell’intimità e della sessualità.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: la transizione di genere

Nella scuola media, emergono temi relativi alla transizione di genere. Ragazze e ragazzi che decidono di fare coming out manifestano la volontà di iniziare un percorso di autoconsapevolezza e accettazione. Questa fase comporta un processo di mentalizzazione e di adattamento corporeo, poiché è come mettere a fuoco un’immagine nella mente. Questa immagine rappresenta il corpo che li accompagnerà per il resto della vita. Come si ha piacere di farsi un tatuaggio ad una certa età, con il tempo, le preferenze personali possono cambiare. Durante l’età compresa tra i 13 e i 14 anni, molti giovani iniziano a interrogarsi sulla propria identità di genere. In media, in una classe di 6-8 studenti, almeno 1 su 3 si pone domande in merito. È fondamentale accogliere e spiegare piuttosto che criticare questi giovani.

Molte volte, cercano supporto online e interagiscono con persone che hanno esperienze simili. Alcuni possono persino considerare l’idea di sottoporsi a test per comprendere meglio il proprio orientamento sessuale e di genere. Tuttavia, è importante notare che l’esposizione a contenuti pornografici o informazioni online può causare confusione e rischi per questi giovani. Gli adulti che li circondano dovrebbero essere in grado di fornire sostegno, trasparenza e comprensione. La disforia di genere è un tema complesso che richiede un approccio scientifico e sensibile. In questo contesto, l’empatia e l’accoglienza giocano un ruolo fondamentale nel permettere ai giovani di esplorare e comprendere meglio se stessi, senza giudizi o critiche.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: che tipo di genitori nel mondo virtuale?

Molte volte, i genitori pubblicano foto e video dei propri figli sui social media. Questa pratica può socializzare le vite dei bambini e dei giovani, poiché il mondo online può influenzare profondamente la percezione di sé stessi e degli altri. I ragazzi prenderanno spunto anche dalla tua immagine, quindi è importante stabilire regole chiare riguardo a cosa si può o non si può pubblicare. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che influenziamo la vita e l’immagine dei nostri figli. Pubblicare foto dei propri figli online dovrebbe essere un atto responsabile. Dovremmo chiedere il loro consenso prima di condividere immagini o video che li riguardano.

Questo è un modo di insegnare loro competenze in merito all’uso dei social media, così da consentire loro di sviluppare una comprensione più chiara di ciò che significa condividere la propria vita online. Invece di insistere sulla registrazione continua di ogni momento della loro vita, potremmo chiedere loro quanto siano a loro agio a essere fotografati. Dovremmo concentrarci sull’esperienza di essere presenti in quei momenti invece che catturarli costantemente con la fotocamera. Dovremmo promuovere una maggiore normalità e rispetto per le esperienze personali, piuttosto che cercare di replicare un’immagine ideale.

Quando si tratta di genitori che pubblicano foto dei propri figli, dovremmo evitare di diventare moralisti. Spesso, tendiamo a giudicare il bene e il male, anche se noi stessi non abbiamo sempre comportamenti impeccabili. Dobbiamo considerare come gestire queste situazioni all’interno delle nostre relazioni. In sintesi, riflettiamo sulle nostre azioni online, poiché queste riflettono la vita reale. La consapevolezza e il rispetto nei confronti dei nostri figli e delle persone con cui interagiamo sulle piattaforme digitali sono fondamentali.

Pellai / I rischi del digitale sulla crescita dei giovani: differenza tra pensiero e azione

Molto spesso ci troviamo a dover affrontare situazioni difficili, come un quindicenne coinvolto in uno scontro fisico con una ragazza che urla e si dimena perché non “vuole farlo”. In questo contesto, è fondamentale distinguere tra il pensiero e l’azione. La mente può immaginare infinite possibilità, ma la mente etica impone dei confini. Alcune azioni nascono dalla fantasia, ma mancano di una corretta elaborazione, portando le persone ad agire senza riflettere. Questo divario tra pensiero ed azione può condurre alla disintegrazione etica.

La percezione del bene e del male varia da individuo a individuo, ma senza una chiara responsabilità individuale, è impossibile costruire un mondo migliore. In un contesto virtuale, spesso vediamo un’assenza di regole, dove le azioni non sembrano avere conseguenze reali. Ad esempio, nei giochi online, i punti accumulati non sembrano avere impatto sul mondo reale. Questa mancanza di conseguenze può desensibilizzare i ragazzi alla realtà e all’empatia verso gli altri.

È fondamentale che i giovani imparino a stabilire confini e a coltivare una maggiore responsabilità e rispetto nelle loro relazioni. Questo può avvenire solo attraverso una consapevolezza etica e la comprensione della differenza tra azione virtuale e mondo reale. Dovrebbero essere incoraggiati a riflettere sulle loro azioni e a considerare le conseguenze delle stesse.

Inoltre, è essenziale affrontare le sfide legate alla lessitimia, che impedisce di percepire il proprio corpo e le emozioni in modo completo. Le esperienze sessuali, anche se non necessariamente violente, possono verificarsi a età diverse e non dovrebbero essere necessariamente considerate negative. È importante esaminare cosa porti i giovani a compiere determinate azioni e se ciò sia dovuto a una normale curiosità o a una mancanza di supporto ed educazione. Quindi, una sessualità precoce deve essere affrontata considerando lo sviluppo individuale, con l’obiettivo di creare una comprensione etica e una connessione profonda tra le azioni e le loro implicazioni. L’amore dovrebbe essere al centro di queste discussioni, promuovendo una sessualità basata sull’intimità e il rispetto reciproco.

Educazione maschile e femminile: un approccio cruciale

Il tema dell’educazione dei maschi riguardo alle molestie è di grande importanza, domanda esposta da una psicologa durante l’evento ritrovatasi specialmente in un contesto in cui molte donne portano con sé ricordi dolorosi di esperienze di molestie fin dalla scuola primaria. È fondamentale lavorare sull’educazione fin dall’infanzia, insegnando ai bambini e alle bambine il concetto dei confini personali. Ci sono tre principi principali che dovrebbero essere trasmessi:

  1. Il Diritto di Dire No: Ogni bambino o bambina dovrebbe imparare che ha il diritto di dire “no” in situazioni che lo o la fanno sentire a disagio o minacciati. Questo è un principio fondamentale che deve essere instillato fin da piccoli.
  2. Riconoscere le Situazioni Pericolose: I giovani dovrebbero essere consapevoli che, spesso, le molestie provengono da persone conosciute, non da estranei. Bisogna insegnare loro a riconoscere situazioni sospette e a fidarsi dei propri sensi quando qualcosa non va.
  3. Rivolgersi a un Adulto di Fiducia: È essenziale insegnare ai bambini che, se si trovano in una situazione di molestia o si sentono minacciati, hanno il diritto di allontanarsi dalla situazione e di cercare l’aiuto di un adulto di fiducia, come genitori o insegnanti. Questo promuove il rispetto per gli altri e per sé stessi fin dall’infanzia.

Questi principi servono a creare una base solida per l’educazione contro le molestie e per la promozione del rispetto reciproco sin dalla giovane età. È un passo importante nella lotta contro le molestie e nell’assicurare che le future generazioni crescano in un ambiente in cui si sentono al sicuro e rispettati. In conclusione, oltre le sfide e le opportunità per la generazione connessa, i genitori ed educatori devono affrontare queste sfide con empatia ed educazione. Al fine di aiutare i giovani a navigare in modo sicuro e consapevole nel mondo digitale, per la conoscenza dei rischi e le trappole della rete, insegnando ai ragazzi a non aver paura di comunicare su problemi e necessità.

Marika La Mela

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