Poesia / “Qualcuno corra sull’alba” di don Lucio Cannavò : quando i versi si fanno preghiera

Nella chiesa Madre di Aci Platani è stata presentata la raccolta di poesie di don Lucio Cannavò “Qualcuno corra sull’alba”. Angelo Grasso ha curato e coordinato questo  momento, tanto voluto dalla comunità parrocchiale. Presenti, oltre all’autore, i relatori don Salvatore Coco, parroco di Aci Platani e l’insegnante Giovanni Centamore, segretario del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Il gruppo dei lettori della parrocchia, accompagnato all’organo da Daniele Trovato, ha curato la lettura di alcune poesie.

I versi, che don Lucio Cannavò, ci consegna con il suo libro escono in un momento particolare della nostra vita. In un tempo che ci ha visti sperimentare, a causa della crisi sanitaria legata alla pandemia, una forma di dolorosa e lunga separazione. In questo contesto di particolare difficoltà la poesia può divenire compagna di viaggio per quanti amano il silenzio e la riflessione.

Nella poesia di don Lucio i versi si fanno preghiera

Vi è nella poesia di don Lucio, quasi il bisogno di comunicare al lettore qualcosa di meraviglioso e grande, sperimentato abbondantemente nella propria vita: il dono prezioso della fede. In questo senso i versi si fanno preghiera di lode e ringraziamento. Una delle prime testimonianze di poesia che si fa orazione arriva direttamente dalla Bibbia. Il Cantico dei cantici o i Salmi, sono uno straordinario esempio di poesia che si fa preghiera.

don Coco, don Caannavò e Giovanni Centamore
Da sin. don Salvatore Coco, don Lucio Cannavò e il prof. Giovanni Centamore durante la presentazione del libro

Il libro raccoglie quaranta poesie, che hanno la forza di scavare nel profondo della nostra anima. Ci sono versi buoni a raccontare la vita, le passioni, gli accadimenti. Poesie “narrative” che consolano e sono balsamo per l’inquietudine di ogni giorno. I versi di questa raccolta non appartengono a questa categoria. Sono piuttosto istantanee, talvolta lampi di luce, che lasciano una scia luminosa capace di scavarci dentro per condurci nell’intimo della nostra esistenza.

In alcune composizioni, emerge, in maniera chiara ed evidente, anche il forte legame che l’autore conserva con la propria terra e i luoghi dove ha vissuto la propria esperienza di vita. Sono quei luoghi speciali, intimi e profondi che, un po’ tutti, custodiamo gelosamente. I luoghi del cuore che ci portiamo dentro e che di tanto in tanto sentiamo il bisogno, col pensiero, di andare a trovare.

Don Lucio e il ricordo del terremoto di Santo Stefano

E’ così per le poesie: Terra mia, Vigna alla marina, Stamani. E in maniera particolare per i versi della poesia Nel buio della notte tremò. Una composizione straordinaria, che rievoca tristemente l’evento sismico del 26 dicembre 2018, che colpì al cuore il territorio etneo e la comunità platanese. Scrive don Lucio: Nel buio la notte tremò. / Aci platani la terra si aprì / come ferite sulla pelle, / in giorno di festa anche la volta celeste / si aprì come si lacera una veste…

Un particolare, assai importante, è dato dal fatto che la pubblicazione coincida con il decimo anno di ordinazione sacerdotale dell’autore. Dieci anni di grazia che il Signore ha voluto concedere al caro don Lucio nell’esercizio del suo ministero presbiterale.

Il ricavato della vendita del libro è stato devoluto per l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti nei locali dell’oratorio.

L.V.

           

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