Punta Secca / La spiaggia di Montalbano in provincia di Ragusa

Piccola frazione di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, la spiaggia di Punta Secca deve il suo successo degli ultimi decenni alla fiction televisiva Il Commissario Montalbano, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. La piccola località marinara, antico borgo di pescatori, prende il suo nome dalla conformazione del suo territorio. Caratterizzate da sabbia fine e dorata, le spiagge presentano anche tratti rocciosi che emergono a pelo d’acqua, chiamate dagli abitanti del luogo “i sicchi” (le secche). È proprio da qui che deriverebbe, appunto, il nome di Punta Secca. Il porticciolo, oggi attracco sicuro per pescherecci e piccole imbarcazioni, costituiva un tempo un importante scalo commerciale.

Punta Secca / Cosa offre la spiaggia in provincia di Ragusa

Il clima che caratterizza Punta Secca, è principalmente mite e soleggiato d’inverno, caldo e ventoso d’estate. Le spiaggette principali sono due, conosciute con il nome di Spiaggia del Faro e Spiaggia di Montalbano. La prima prende il nome dal caratteristico faro bianco che sorge sulla piazzetta del paese. Risalente agli anni ’50 dell’ottocento, per opera dell’ingegnere Nicolò Diliberto D’Anna, la costruzione è collegata tutt’ora ad un fabbricato proprietà della Marina Militare. La seconda spiaggia prende invece il nome dall’amato commissario dell’opera letteraria di Camilleri e protagonista dell’omonima fiction su Rai Uno.

Sulla spiaggia si affaccia infatti la “vera” casa di Montalbano, la costruzione protagonista di molte delle riprese e adibita a Bed & Breakfast. Anche una delle piazze principali prende il nome del commissario, accanto alla piazzetta dedicata invece ad Andrea Camilleri. La località di Punta Secca è quasi del tutto pedonale, la spiaggia è interamente libera, ma offre comunque numerosi locali di ristoro, bar e lidi sulle coste, adatti a soddisfare tutte le esigenze. Inoltre l’area balneare risulta facilmente accessibile anche per i bagnanti in sedia rotelle, che dispongono persino di aree interamente dedicate a loro. In molti punti è inoltre possibile trovare docce e fontanelle per rifrescarsi e lavare via sabbia e salsedine.

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Punta Secca e dintorni

Percorrendo all’incirca 300 metri dal lungomare di Punta Secca, in direzione Casuzze, si raggiunge il sito archeologico di Kaukana, il cui ingresso ai visitatori è gratuito. Si tratta di un’antica città risalente all’epoca tardo antica (IV-V secolo d.C.). Essa costituiva anticamente un importante luogo di ancoraggio per le rotte militari che dal Nord Africa si dirigevano in Sicilia, passando per Malta. Sono tre i gruppi di ruderi emersi dagli scavi archeologici nella località conosciuta come Anticaglie. Kaukana ne costituisce il quartiere più conosciuto e comprende circa 25 edifici di diversa natura, tra cui una piccola chiesetta a tre navate. Questi sono distribuiti lungo un tratto di costa lungo 300m e largo 200m.

A pochi chilometri a ovest da Punta Secca, nei pressi della Riserva naturale di Cava Rondello, sorge Punta Braccetto. Antica borgata marinara della provincia di Ragusa, si estende in prossimità dei ruderi di un’antica torre d’avvistamento, chiamata Torre Vigliena. Caratterizzata da alte scogliere che ne delineano i confini, anche qui la spiaggia è prevalentemente sabbiosa. I fondali, come in quasi tutte le spiagge nei dintorni, sono bassi in prossimità della riva e presentano acque limpide e cristalline. In zona vi è la disponibilità di parcheggi, sia gratuiti che a pagamento. Inoltre si tratta di una meta molto apprezzata dai camperisti, che possono usufruire dell’apposita area attrezzata con vista sul mare.

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Un po’ di storia

Risalente all’epoca bizantina, Punta Secca ha spesso cambiato nome. Nell’epoca della dominazione araba, prese inizialmente il nome di Ayn al-Qasab, cambiando poi nomenclatura nei secoli. Successivamente passò da essere Ra’s Karama a Capo Scaramia, per poi prendere il nome di Capo Scalambri. Quest’ultimo è il più recente, prima di Punta Secca, ed è ancora visibile in alcune carte nautiche. È da qui che deriva il nome della torre difensiva risalente al XVI secolo, Torre Scalambri appunto. Questa faceva parte del sistema difensivo di avvistamento e di difesa delle coste del ragusano, dagli attacchi dei pirati. Era, infatti, in collegamento visivo con la Torre di Pietro (oggi chiamata Torre di Mezzo, in quanto una metà è andata perduta), Torre Vigliena e la Torre Cabrera di Mazzarelli (Marina di Ragusa).

Mariachiara Caccamo

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