Punti di vista 4 / A Napoli funziona bene il “sospeso” solidale

La fantasia dei napoletani non ha davvero limiti!

Da qualche anno esiste nei bar napoletani la simpatica abitudine, quando si entra per sorseggiare un caffè,  di pagarne qualcuno in più, lasciando il credito a beneficio di chi non si può permettere di pagarlo. Si chiama “caffè sospeso”, e sono molti i meno abbienti che ne usufruiscono.

gambrinus_1Poi qualcuno cominciò ad attuare la stessa cosa con le pizze, lasciando in giro qualche “pizza sospesa”, soprattutto nelle piccole pizzerie o nei panifici, ed anche qui l’iniziativa ebbe notevole successo, perché permetteva a qualche poveraccio – barbone, disoccupato, indigente, immigrato – di fare un pasto decente.

Adesso si ha notizia che il sistema lo si sta mettendo in pratica anche per i medicinali. Il “farmaco sospeso” è, nello specifico,  un tipo di medicinale molto semplice e vendibile senza ricetta, utile per le donne in gravidanza: un preparato a base di acido folico e vitamina B12, del costo di appena 1,50 euro e importante per la salute del nascituro. L’iniziativa è stata messa in atto presso il Gran Caffè Gambrinus, uno storico locale napoletano già  simbolo del caffè sospeso.

Sono, come si vede, piccoli gesti i quali, per chi ha la disponibilità di farli, non costano tanto, ma che, nel contempo, permettono di aiutare, in assoluto anonimato, chi non può spendere nemmeno quelle modeste somme di denaro. Ed è significativo che queste cose succedano proprio a Napoli, che negli ultimi tempi è assurta gli onori delle cronache per cose non certo piacevoli e per l’appellativo di “terra dei fuochi” che è stato attribuito a tutto il territorio circostante. Ma i napoletani sono sempre stati famosi anche per la loro intraprendenza nell’arte di arrangiarsi e per la loro generosità.

Anche questa, se vogliamo, è la “globalizzazione della solidarietà” di cui ha parlato Papa Francesco nel suo messaggio in occasione dell’inaugurazione dell’Expo 2015 di Milano.

Nino De Maria