Raccontare l’accoglienza / Tre giorni intensi di “lezioni” e confronti per i giornalisti al Seminario Fisc di Noto

Si è concluso a Noto il  XXV Seminario di Aggiornamento  “Mons. Alfio Inserra”, organizzato  dalla Delegazione Fisc della Sicilia, di cui è delegato regionale il direttore de “La Voce dell’Jonio”, Giuseppe Vecchio, in collaborazione con il periodico diocesano ‘La Vita Diocesana’ di Noto, diretto da Giuseppe Malandrino, e con l’Ucsi Sicilia, di cui è presidente regionale Domenico Interdonato. Tema, “Raccontare l’Accoglienza”.

Il primo seminario formativo, realizzato al Lido di Noto, nei locali dell’hotel Eloro, sullo splendido mar Jonio, è sul tema  “Mediterraneo, sviluppo, esperienze di economia civile”, moderatore Giuseppe Malandrino; relatori, il prof. Fulvio Attinà, dell’Università di Catania, e il dott. Gaetano Giunta, del Distretto sociale evoluto di Messina; lineare il video della Fondazione di comunità Val di Noto, ‘Ripensarsi città a misura di sguardo’.
Attinà tratta il complesso tema “Mediterraneo nella geopolitica contemporanea”: rileva da una parte la crescita dei migranti, provocata da disuguaglianze economiche e disastri ambientali, dall’altra la crisi di accoglienza e del suo valore, ad opera di forti resistenze nazionaliste, specie in seno all’Europa: difficoltà ad accettare il multiculturalismo; proposte di economisti di cambiare accordi internazionali attraverso riforme e ristrutturazioni.

Da sx: Francesco Zanotti, presidente della  Fisc, mons. Antonino Raspanti e Giuseppe Vecchio
Da sx: Francesco Zanotti, presidente della Fisc, mons. Antonino Raspanti e Giuseppe Vecchio

Giunta illustra, con l’apporto di relativi video, una tematica incisiva: “Sviluppo è coesione e libertà: nuovi paradigmi economici e welfare di comunità”; al centro il valore culturale della democrazia, sostenuta dalla lotta non violenta nei riguardi della criminalità organizzata, di cui sono riferite le stragi di Capaci e via D’Amelio. Il relatore fa presente il bisogno di giustizia e il riconoscimento della dignità dell’essere umano, alla luce dei principi di libertà e uguaglianza, in una dimensione psicologica e sociale.  Serrata critica sulle baraccopoli del terremoto del 1908, con fogne a cielo aperto, ancora esistenti per 1.500 famiglie a Messina; reale la prospettiva di costruzione di un quartiere moderno, secondo i principi della politica per lo sviluppo locale, ovvero promuovere fiducia nel territorio.

Il secondo Seminario “Incontri e confronti tra culture e religioni”, moderatrice Rachele Gerace, impegnata sin da giovane nel dialogo interreligioso, è appassionante. Il prof. Luciano Nicastro, docente di Sociologia della comunicazione alla Lumsa di Caltanissetta, definisce le religioni, specie le monoteiste, ”Parola di Dio”, mistero di relazione di Dio Padre con gli uomini; di rilievo, le citazioni di scritti di Benedetto XVI; i messaggi di Giovanni XXIII e Paolo VI, nell’ambito del Concilio Vaticano II; il rinnovamento della Chiesa voluto da Giovanni Paolo II. Nella sua interessante relazione sull’accoglienza migratoria dello Stato italiano, la parlamentare Sofia Amoddio la considera come una risorsa. Due missionari, P. Gianni Treglia in Tanzania e P. Vittorio Bonfanti in Malì, parlano delle loro esperienze esaltanti, specie in rapporto alle popolazioni africane, in maggioranza islamiche, quindi della possibilità di dialogo con l’Islam. Dense di pathos, le testimonianze di due suore missionarie, Rachael Soria in Kenia, con i ragazzi di strada, al limite della miseria totale, e Giovanna Minardi in Oriente, dove spesso sono calpestati i diritti umani.

Il terzo Seminario “Informazione: dalla crisi della carta stampata alle nuove professionalità”, si svolge nel salone del Seminario di Noto, introdotto dal moderatore Giuseppe Vecchio, che sostiene d’interpretare la crisi come passaggio, e non decadenza, per cui urge essere tempestivi nell’intervenire. Mons. Antonino Raspanti, presidente della Commissione Comunicazioni sociali della Cei, parla dei social-media, quali nuovi modelli di democrazia, delle strategie in atto, dell’operatore di base, intelligenza artificiale, delle problematiche sociali connesse, che mettono a dura prova e a rischio di marginalità quanti operano in campo, avvertendo che bisogna intuire e capire i meccanismi.
Il condirettore del quotidiano ‘La Sicilia’, dott. Domenico Ciancio, con la sua accesa dialettica, è ottimista nei riguardi dei nuovi mezzi informatici, a cui indirizzare con fiducia i giovani. Infine, Francesco Zanotti, presidente nazionale della FISC, si rifà a papa Francesco, che vuole la costruzione di ponti per diffondere il bene, osservando come la rete ha cambiato il nostro mondo, proponendo di valorizzare il territorio, dando con originalità pieno senso all’esperienza umana.corretta-noto-480-x-480
La successiva tavola rotonda sullo stesso argomento, moderatore Simone Incicco, relatori don Adriano Bianchi, Vincenzo Grienti, don Paolo Buttiglieri, consulente Ucsi Sicilia,  affronta le problematiche con concretezza: il giornale multimediale deve incidere sulla società e fare cultura, con messaggi per i lettori; in futuro, come profeti della verità, bisogna portare acqua alla giustizia con un po’ di filosofia; consultazione dei nuovi strumenti, ma, rileva don Paolo, non lasciare in balia della rete i giovani, che devono avere accanto esperti giornalisti come educatori.
Dopo i lavori, visita di Noto, città barocca, accogliente.
Improntato a vivacità di vedute, il quarto seminario sui diritti umani di tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione giuridica, in base alla relativa carta universale: diritto alla vita, alla libertà e sicurezza della persona, alla libertà da arresti o detenzioni arbitrarie, diritto di godere asilo dalle persecuzioni. Introduce il moderatore don Giuseppe Longo, assistente FISC e direttore di ‘Prospettive’, con finezza d’intuito. Prezioso è l’apporto di episodi e messaggi della relatrice Maria Paola Malandrino, da dieci anni tutore di minori stranieri non accompagnati; ci informa che anche quelli irregolari sono tutelati dalla Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, ratificati in Italia nel 1991; pertanto il minore, inserito in una comunità, con un tutore nominato dal tribunale, è equiparato ai minori italiani e se è a posto con la scuola, ha diritto a rimanere in Italia dopo i 18 anni e procurarsi un lavoro; pochissimi sono quelli che scappano. L’avvocatessa  comunica che a Noto tali minori integrati, anche se musulmani, frequentano l’oratorio. Sulle politiche migratorie chiarisce dettagliatamente su chi ha diritto di rimanere in Italia: il rifugiato politico, con diritto di equiparazione ai cittadini per assistenza, lavoro, assicurazioni sociali; chi fa parte di enti particolari o viene per ritrovare parenti; minori stranieri non accompagnati. Della protezione umanitaria, fanno parte gli apolidi, le vittime di tratte di esseri umani; i migranti regolari, giunti in seguito a varie calamità, allo scadere del documento di soggiorno, diventano irregolari. Le commissioni per migranti in Italia sono dieci, di cui una a Siracusa; parecchi i dinieghi di soggiorno dello Stato. Fondi europei, per i migranti in Italia. L’integrazione, afferma con convinzione Maria Paola, è la realtà dirompente del dialogo.
La vaticanista Alessandra Ferraro, raccontando varie storie, sostiene che, per orientare l’opinione pubblica, urge sia avere competenze per un diritto di verità, non solo di cronaca; sia raccontare la verità, che è, secondo papa Francesco, ’pilastro di onestà intellettuale per credenti e non credenti’. E’ questa la sfida.
Don Fortunato Di Noto, dell’Associazione Meter Onlus, traccia con grande competenza la vita dei minori migranti, mettendo in luce la loro fragilità, dipingendo una società che non rispetta i bambini: basandosi sulla ricca sua esperienza contro la pedofilia, riporta storie vere di abusi su bambini, anche neonati; addirittura afferma che in Italia scompaiono ogni giorno 28 bambini, i cosiddetti “bambini invisibili”, in balia dello sfruttamento sessuale. Occuparsi di bambini, dice il relatore, è occuparsi di Gesù itinerante:”Chi accoglie me, accoglie me e Colui che mi ha mandato”. Don Fortunato ribadisce che ‘tutta la teologia è accoglienza’, con citazioni dalla Bibbia, specie dalla lettera agli Ebrei: “accogliere stranieri è accogliere angeli”. Singolare, la storia del naufragio di san Paolo e l’accoglienza della popolazione di Malta, nella cui isola il santo opera tante guarigioni. Citazione di san Publio: ‘Chi accoglie lo straniero, accoglie Cristo’.

Nel pomeriggio, partenza per Modica, visita della città. Nella Casa Don Puglisi si svolge l’ultimo Seminario su ‘Incontri e confronti tra culture e religioni’, moderatore Gian Piero Saladino, che introduce il tema, parlando della realtà della Casa don Puglisi, che merita d’essere raccontata con storie di donne lì accolte e incluse nel mondo sociale. Don Pino Puglisi, oggi Beato, ha lasciato una sua traccia in questa zona della Sicilia. Il dibattito è abbastanza nutrito; significativo l’intervento di don Giorgio Zucchelli: ‘Rimaniamo ammirati per la testimonianza e la vicinanza a coloro che soffrono. Noi con i nostri giornali, costruiamo la cittadinanza, facendo girare la conoscenza. Raccontiamo il territorio”.
Segue l’intervento di Maurilio Assenza, presidente della Fondazione Val di Noto: ”Dai luoghi di cura alla cura dei luoghi: per un welfare generativo”: La cittadinanza si costruisce in maniera diversa dal passato; essa nasce dalla parola. Per ricostruire l’Italia, bisognerebbe dare ad ogni vocazione la possibilità di costruire il mondo. Il relatore si dichiara fiero della dignità civica delle esperienze vissute, affermando che la Casa don Puglisi è aperta a 360 gradi e in essa tutti si sentono in famiglia.

Giuseppe Vecchio, delegato regionale FISC, ringrazia tutti i collaboratori; ricorda che fu suo padre, prof. Orazio Vecchio, fondatore del giornale “La Voce dell’Ionio”, di cui oggi egli è direttore, a portare la FISC in Sicilia. Augura che si possa creare un movimento di opinioni, in merito ai giornali che fanno parte della Federazione Italiana Settimanali Cattolici. Dà appuntamento al 2017, nella diocesi di Nicosia e, forse, anche in quella di Piazza Armerina.

                                               Anna Bella

Print Friendly, PDF & Email