Diocesi / Il raduno delle Confraternite: “Attrarre i giovani con uno stile di vita improntato a fraternità e carità”

I confrati presenti nella chiesa madre “S.Mauro abate” di Aci Castello

Si è svolto quest’anno ad Aci Castello, domenica 24 novembre, il raduno delle confraternite della diocesi di Acireale. Il programma della manifestazione, organizzata dalla confederazione diocesana in collaborazione con l’amministrazione comunale e le congregazioni laicali di Aci Castello, ha subito delle modifiche a causa del maltempo. La pioggia, infatti, ha impedito lo svolgimento del previsto corteo delle confraternite per le vie della cittadina castellese ed i partecipanti, provenienti da diversi comuni della diocesi acese, si sono radunati nella chiesa madre. A fare gli onori di casa è stato il parroco, don Nino Merlino, che ha guidato il momento iniziale di preghiera. Hanno preso successivamente la parola per i previsti interventi di saluto la presidente della locale congregazione di S. Mauro abate, Rosaria Licciardello, il presidente della confederazione diocesana, Franco Scarpignato, e il rappresentante della Confederazione delle Confraternite d’Italia, Giuseppe Vona. Scarpignato ha ricordato che le confraternite sono state nei secoli passati “fucine di santità” (come affermato da Papa Francesco nell’incontro del 5 maggio 2013) e le ha invitate a coinvolgere i  giovani, attirandoli con l’esempio di una vita dedita a carità e solidarietà. Vona, già presente ai raduni del 2012 e del 2014, ha portato i saluti del presidente della Confederazione nazionale e del suo assistente ecclesiastico, mons. Pennisi (arcivescovo di Monreale), ricordando che sono circa mille le confraternite siciliane iscritte, evidenziando il loro ruolo nella Chiesa (ecclesialità e missionarietà) e sottolineando l’importanza del tema scelto quest’anno (giovani e confraternite).

Don Orazio Sciacca nel corso della sua relazione

A seguire si è svolta la relazione di don Orazio Sciacca, responsabile della pastorale giovanile diocesana, sul tema: “Giovani di oggi… confraternite di ieri?”. Un titolo provocatorio, in cui sono accostati due termini, apparentemente contrapposti: giovani (l’adesso di Dio) e confraternite (le depositarie delle tradizioni e devozioni del passato). I due termini non sono poi realtà così distanti. Se fosse veramente così, non ci sarebbe futuro per le confraternite. Citando il documento pontificio Christus vivit, 31 (“…in Gesù tutti i giovani possono ritrovarsi”) don Sciacca ha osservato che non si deve parlare di giovani, ma ai giovani. “Il giovane si deve attrarre, non accalappiare: ciò comporta un impegno personale per attrarli a Cristo e ad uno stile di vita imperniato sulla fraternità. Anche se a volte sbandati, i giovani hanno sempre la possibilità di rimettersi in carreggiata. Dobbiamo provarci. Impegno nel sociale e volontariato sono valori in cui oggi essi credono. Le confraternite devono, quindi, fare rifiorire la carità nella loro vita per rendersi attraenti. Occorre tornare all’origine dei termini. “Confratelli” indica, infatti, uno stile di comunità”.

La S.Messa solenne è stata presieduta dal vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, il quale nella sua omelia, commentando la pagina del Vangelo di Luca nella solennità di Cristo Re dell’universo, ha evidenziato i tratti peculiari della regalità di Gesù: una regalità non mondana, non appariscente. Ed ha poi aggiunto, rivolgendosi alle confraternite ed ai comitati di festeggiamenti: “Ognuno di voi, organizzando i vostri culti, non fate altro che diffondere pubblicamente quello in cui crediamo: che Gesù è il salvatore di tutti. La salvezza viene dalla purezza della coscienza, come quella che ha dimostrato il “buon ladrone”.  Ciò che dobbiamo curare maggiormente, quindi, è l’opera di diffusione della Verità”.

Il corteo finale delle confraternite

Al termine della funzione religiosa, gli interventi di saluto e ringraziamento del sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandura, e del delegato vescovile per le confraternite, don Venerando Licciardello. Visto poi che le condizioni meteo erano nel frattempo migliorate, l’organizzazione ha invitato i confrati a recarsi in corteo presso la chiesa di San Giuseppe, dove sono state consegnati ai sodalizi partecipanti al raduno due graditi omaggi: una pergamena-ricordo e una immagine di S. Mauro abate, patrono di Aci Castello.

Guido Leonardi

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