Recensione / “Dal chiodo alla chiave”. La Teologia fondamentale di papa Francesco

Titolo: Dal chiodo alla chiave. La Teologia Fondamentale di Papa Francesco.

Autore: Michelina Tenace, insieme ai professori del dipartimento di Teologia fondamentale della Pontificia Università Gregoriana.

Editore: Libreria Editrice Vaticana

Anno di pubblicazione: 2017

Il testo, in edizione tascabile, si articola per 150 pagine ed è un’opera miscellanea, i cui contributi sono stati elaborati dai professori del dipartimento di Teologia fondamentale dell’Università Gregoriana di Roma, secondo gli ambiti di competenza degli stessi. I docenti hanno raccolto la sfida del fare Teologia insieme, partendo da alcuni punti nodali del pontificato di Papa Francesco, che risultano utili alla riflessione teologica. Il testo si apre con l’introduzione della curatrice, la professoressa Michelina Tenace, la quale spiega il senso del testo e del suo titolo. Perché chiamare un libro di Teologia “Dal chiodo alla chiave”? Tutto parte dall’incontro avvenuto all’udienza del 10 aprile 2014 con la comunità della Pontificia Università Gregoriana, nella quale il Papa, salutando il direttore del dipartimento di Teologia fondamentale, quasi con compassione disse: «Teologia fondamentale! È come succhiare un chiodo!». Di fatto, la Teologia fondamentale e, più in generale la Teologia tutta, spesso non ha nulla da dire all’uomo, perché affetta dalla malattia dell’autoreferenzialità. Dunque «succhiare un chiodo» è una cosa noiosa e inutile, oltre che disgustosa. La sfida che la Teologia odierna deve cogliere è allora quella di liberarsi dalla malattia del narcisismo intellettuale e dischiudere all’uomo contemporaneo il tesoro della Chiesa, come una «chiave», insomma. Oggi assistiamo al pontificato di un vescovo di Roma dal tenore rivoluzionario, sotto tanti aspetti. Questo offre alcuni spunti per la riflessione teologica, dal peso non indifferente. Ne evidenziamo solamente due, presenti nel testo. Il primo è l’assunto che il cristiano è colui che deve «fare il primo passo», colui che, consapevole della propria attività missionaria, va incontro all’altro per primo; proprio come il suo Signore. Questo fa sì che si aprano delle prospettive di valutazione relazionale nella vita dei credenti, non indifferenti. Il secondo è che ogni buon teologo e filosofo riconosce di avere un pensiero sempre aperto e inconcluso, non perché sia minorato, ma perché sempre attento al maius di Dio, il quale supera ogni umana conoscenza. Questo libera dall’ansia di compiutezza che, in molti casi, si rivela come un tranello diabolico. Siamo ancora lontani da una Teologia che sappia auto-comprendersi come adulta, nel senso di “pioniera” e non ripetitiva del Magistero, ma comunque è un passo più che significativo. Un testo molto interessante dunque, per la portata della sfida che coglie: quella di intendere la Teologia come una chiave dischiude il tesoro inestimabile della Chiesa. Lo stile scorrevole e la disposizione organica dei contenuti, libera da tecnicismi di sorta, ci rendono un’opera accessibile al grande pubblico.

Francesco Pio Leonardi