Riflessione / La famiglia vittima di violenze dilaganti

Sono le 6 del mattino. Mi alzo dal letto ancora assonnato, è da un po’ che in sottofondo sento  un rumore. Apro le imposte della cucina, ancora la casa è accaldata dalle giornate assolate di una interminabile estate rovente, sempre più rovente. Preparo il caffè. Dalla finestra ora aperta sento più nitidamente quello che mi era sembrato un rumore : è una voce di donna, non giovane, che grida contro qualcuno, da ore. La donna impreca, non gli risponde nessuno, il volume della sua voce aumenta, a tratti grida. Non capisco le parole ma dev’essere una donna disperata.

Come responsabile del Centro ascolto della Misericordia di Acireale “Casa del Noi”, che ha aderito ad un progetto della confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia  promotrice di un servizio territoriale di ascolto, dopo l’emergenza covid, ho notato come la solitudine, in particolare, ha amplificato enormemente i disagi presenti in una società in crisi di valori e quindi anche in crisi economica.

Violenza in famiglia

E’ da tempo che si registrano casi drammatici di violenze soprattutto in famiglia, che dovrebbe essere il luogo più sicuro dove crescere, vivere, condividere dolori, speranze ed amore. Le violenze non sono solo di genere (soprattutto le donne vittime), ma riguardano i figli contro i genitori ed ultimamente assistiamo alla violenza di alcune mamme addirittura contro i figli piccoli.

Che succede, come mai questo acuirsi della violenza?  Non passa giorno che la cronaca dei giornali e della Tv non faccia resoconti dettagliati sulle modalità degli omicidi, sulle armi usate, sul profilo psicologico dei protagonisti, tirando in ballo come commentatori, spesso, opinionisti generalisti che si occupano di tutto : dallo sport, all’eros, alla moda, alla cronaca mondana. Ad essere malata è la famiglia, che è il nucleo della società, quindi l’individuo.

(foto dire.it)

Dopo il disastroso e terribile periodo delle due guerre mondiali, il nostro Paese vede un prodigioso sviluppo economico orientato più alla crescita economica che all’armonia sociale. In questi utimi 70 anni di storia il nostro Paese ha rivoluzionato il lavoro, l’habitat, abitudini, costumi, sogni, desideri, quindi valori.

I diritti acquisiti sono conquiste sociali

Non cado nell’errore nostalgico di dire che prima era tutto meraviglioso e che siamo cambiati soltanto in peggio, non è così. Il diritto alla salute, all’istruzione pubblica, al lavoro equamente retribuito, alla casa, alla giustizia, alla libertà, al tempo libero, alle pari opportunità, al riconoscimento dei diritti delle donne, dei bambini, alla rappresentanza sindacale, al suffragio universale, alla rappresentanza parlamentare, alla democrazia, a ciò che mirabilmente garantisce la nostra meravigliosa Costituzione ( spesso solo sulla carta, purtroppo ), sono conquiste sociali di fondamentale importanza, irrinunciabili.

Tuttavia , con il passare degli anni, molti di questi diritti sono stati limitati, soffocati, ristretti. Ciò che abbiamo guadagnato in termini di benessere, servizi e diritti lo stiamo pian piano perdendo. Nel frattempo le famiglie sono sempre più divise, in contrasto, aumenta la solitudine in maniera esponenziale, quindi la disperazione e la violenza . Non alziamo più neppure gli occhi al cielo, persino le stelle sono scomparse, come le lucciole nei campi. Le guerre, le pandemie, la crisi economica ormai endemica, le promesse dei politici che rimangono promesse, i cambiamenti climatici devastanti, ci mettono davanti un futuro nero, non pensavamo di arrivare a tanto..

Occorrono politiche etiche

In questo quadro sociale se non si promuovono politiche etiche e lungimiranti, i reati al patrimonio ed alla persone non potranno che aumentare.
Occorre ripensare un’economia inclusiva, equa, sostenibile, democratica. Non è ammissabile che il bilancio delle multinazionali, favorite da leggi e regole compiacenti, hanno bilanci di molto superiore a quello di Stati sovrani. Non è possibile che gli enormi profitti delle aziende industriali vadano agli azionisti ed i costi ambientali ed alla salute a carico dei cittadini.

E’ mostruoso un mercato finanziario che investe il denaro dei cittadini inconsapevoli, in Paesi che trafficano armi, avvelenano l’ambiente, esportano droga in tutto il mondo, ed addirittura scommette e lucra sul fallimento degli Stati.
E’ inconcepibile che le spese militari superano di gran lunga le spese impiegate per la salute dei cittadini, l’istruzione, la salvaguardia del territorio, il lavoro.

violenza sulle donne
(foto dire.it)

Si dice, parlando del corpo, che ” siamo ciò che mangiamo” , ed è vero! Ma è altrettanto vero che siamo anche ciò che vediamo, ascoltiamo e  ciò con cui ci relazioniamo. Ascoltare buoni consigli; leggere  libri edificanti; guardare trasmissioni tv sane che ci inducono alla speranza, all’impegno civico, alla solidarietà; frequentare gente propositiva, attiva, pacifica; ascoltare buona musica, ci forma e ci stimola a vivere con spirito creativo e critico, attraverso un confronto dialettico. Accettando e lodando le differenze, amando e praticando la pace.

Il corpo e la mente hanno bisogno di positività

Se guardate la tv, soprattutto i canali commerciali, vedrete che il 90% dei film è centrato sulla violenza, gli omicidi, i complotti, sesso. Buona parte dei programmi tv esaltano il narcisismo, la bellezza ritoccata, il gossip, la volgarità, la curiosità morbosa. Persino i giochi virtuali che usano i bambini e gli adolescenti, simulano guerre, omicidi, sparatorie, e sono i più venduti.

Nutrendoci di cibo, aria ed acqua inquinata inevitabilmente ammaleremo il nostro corpo. Nutrendo la mente e lo spirito di messaggi volgari, superficiali e violenti, ci trasformiano pian piano in persone aggressive, insofferenti, superficiali, egocentriche, indifferenti, passive.

Mi viene in mente un celebre passo del Talmud: ” Attento ai tuoi pensieri che diventano parole. Attento alle tue parole che diventano azioni. Attento alle tue azioni che diventano il tuo comportamento. Attento al tuo comportamento che  diventa il tuo carattere. Attento al tuo carattere che diventa il tuo destino!”

 Orazio Antonio Maltese

 

 

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