Scuola / Inaugurato all’Università Roma Tre il nuovo corso di laurea in Scienze e Culture Gastronomiche

L’Università Roma Tre inaugura il nuovo corso di laurea in Scienze e Culture enogastronomiche, un vero e proprio corso di laurea triennale legalmente riconosciuto che rientra nel Dipartimento di Scienze.

“Porteremo in aula l’enogastronomia, settore d’eccellenza del made in Italy – spiega all’Ansa il rettore Mario Panizza – Il nuovo corso rappresenterà un’importante innovazione didattica che unirà gli aspetti tecnici e professionali alla cultura del cibo nei suoi tanti aspetti scientifici.

L'università Roma Tre
L’università Roma Tre

Quest’insegnamento, che svolgeremo in collaborazione con l’Università della Tuscia e l’Istituto alberghiero di Tor Carbone, rafforzerà un settore di grande sviluppo e di notevole impatto culturale, economico e turistico nella città di Roma e nel Lazio. Il corso formerà figure altamente professionali in ogni campo enogastronomico, nazionale e internazionale, industriale e imprenditoriale, nel marketing e nella gestione della comunicazione e del turismo di settore”.

A fronte di 50 posti disponibili, le domande di preimmatricolazione arrivate sono 221, prova del grande interesse degli studenti, sottolinea in una nota l’Università. Il test d’ingresso si terrà il prossimo 9 settembre.

Un’indagine preliminare di Roma Tre ha evidenziato la crescita dell’interesse per il settore formativo alberghiero in generale. In passato questo indirizzo era scelto da studenti che non volevano o non potevano proseguire gli studi oltre il diploma secondario, ma negli ultimi anni, con una presa di coscienza del valore e delle potenzialità del settore – sottolinea l’Università – è aumentata la percentuale degli iscritti e ancor più quella del numero dei diplomati. L’analisi dei dati ha inoltre dimostrato che il territorio regionale è maturo per l’avviamento di un quadro formativo terziario del settore, anche alla luce della crisi occupazionale specialmente tra i giovani.

Da qui la decisione di Roma Tre – conclude l’Università – di consentire il ‘salto accademico’ dei nuovi ‘masterchef’.

C.d.G.

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