Settimana Santa / Senza processione ma di preghiera

Una Settimana Santa, quella trascorsa, senza processione ma di intensa preghiera. “Anche quest’anno, a causa del persistere della pandemia da Covid-19, a malincuore abbiamo dovuto rinunciare alla tradizionale processione del Venerdì Santo. Ma la tutela della salute e della vita delle persone viene prima, come ci raccomanda Papa Francesco”.

L’Arciconfraternita, custode della tradizione

A parlare è Alessandro Lucifero, attuale Rettore dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso in San Pietro di Acireale. Quest’antica congregazione, che ha sede nella Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, da quasi trecento anni si prende cura di organizzare la processione cittadina del Venerdì Santo; precisamente da quando, nel 1732, un confrate, il sacerdote Pietro Paolo Valerio, fece dono dell’espressiva statua del Cristo morto, che ammiriamo ancora oggi.

Una Settimana Santa 2021 senza processione ma di preghiera

A differenza però dello scorso anno, nei due giorni del Venerdì e Sabato Santi è stato possibile organizzare nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo la solenne ostensione del venerato simulacro. E soprattutto, insieme al Decano don Salvatore Scalia abbiamo potuto proporre alcuni momenti di preghiera e di ascolto della parola di DioIl Vicario generale della Diocesi di Acireale, mons. Giovanni Mammino, entrambi i giorni ha presieduto la recita delle Lodi mattutine. Pregando i Salmi insieme ai fedeli presenti e invitando tutti, principalmente noi membri delle confraternite, ad accostarci costantemente ai testi della Sacra Scrittura e a meditarli, per comprendere il loro messaggio e vivere così la nostra vita alla luce del mistero di amore di Dio.

cristo morto settimana santaLa confraternita, come sempre ha fatto nel passato, anche quest’anno ha invitato la città a pregare e meditare gli eventi pasquali per vivere il mistero della Redenzione. Mi preme infatti evidenziare che, in base al vigente statuto, noi intendiamo contribuire a favorire un’autentica spiritualità della croce, alla luce del mistero della Risurrezione. La parola definitiva è quella della domenica di Pasqua. Quindi la nostra non può limitarsi ad essere la confraternita del “Cristo morto”, perchè abbiamo anzitutto l’obbligo di annunciare e testimoniare il Vangelo, la lieta notizia di Gesù risorto. 

La processione, espressione di autentica devozione

L’organizzazione della processione ci impegna non solo per l’intera Settimana Santa, ma già molte settimane prima, per cui essere confrati significa non solo costante impegno nella preghiera, per vivere con autentica devozione questo momento, ma anche dimostrare l’appartenenza “rimboccandosi le maniche” e dando la propria fattiva disponibilità nei tanti adempimenti che si rendono necessari in questo periodo “forte” dell’anno liturgico. “Quest’anno è venuta meno la processione – ci ha detto mons. Mammino – ma non viene meno il nostro amore verso il Signore e il nostro desiderio di stringerci a Lui nella fede, nell’amore, nella preghiera”. processione settimana santa

Con questo stato d’animo abbiamo vissuto i giorni del triduo pasquale, mettendo al primo posto l’ascolto della parola di Dio, la preghiera e le opere di carità. Non possiamo limitarci solo a delle manifestazioni esteriori, che rimangono fini a sé stesse. La devozione al Signore Gesù sofferente deve essere una devozione di vita. Una devozione che ci spinge a metterci al servizio di tutti coloro che incontriamo nel nostro camino. Solo allora, quindi, potremo dirci e saremo veramente cristiani. Discepoli del Signore, coloro che vivono secondo lo stile del maestro Gesù, servo per amore”.

Guido Leonardi

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