Spettacolo e fede / Torna “Agata, la Santa fanciulla”ambientata ai tempi dello sbarco degli alleati

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Agata, debutto 2020

Era il febbraio 2020 quando “Agata, la Santa fanciulla“, straordinario lavoro del regista Giovanni Anfuso debuttò a Catania, nella storica Badia di Sant’Agata. Fu un gran successo che guadagnò lunghi applausi ed anche qualche lacrima di commozione. Allora, l’Arcivescovo Gristina ebbe a dire che “lo spettacolo aiutava a comprendere meglio la fede dei Catanesi per Agata”.

Dopo due anni terribili segnati dalla pandemia – ci informa un comunicato stampa – il 23 gennaio prossimo, torna a Catania il dramma sacro. Tornano le vicende della patrona della città etnea rappresentate, stavolta, in un luogo forse ancor più maestoso e solenne: la chiesa di San Nicolò l’Arena.

Agata, la Santa Fanciulla, un dramma sacro che si srotola su un doppio binario

La rappresentazione narra quanto descritto negli atti del martirio, come riportato dal compianto monsignor Gaetano Zito. E la narrazione si muove, inoltre, sullo scenario dei terribili bombardamenti che colpirono Catania durante lo sbarco Alleato. Ma lo fa in un modo nuovo e inaspettato. Le vicende di Agata vengono raccontate attraverso voci e volti che si intrecciano in fatti veri ed in qualche concessione immaginaria.

Agata,dramma sacro 2020
Il debutto nel 2020 (tutte le foto sono di Santo Consoli)

Il racconto procede dunque attraverso due binari. Quello dei riferimenti allo sbarco degli alleati, durante la Seconda guerra mondiale. Quello degli sforzi encomiabili di chi cercò in tutti i modi di proteggere ciò che costituisce, oggi come allora, un valore particolarmente significativo per la comunità catanese. E, al contempo, quello del martirio di Agata. Lei che con la sua incrollabilità religiosa, continua ad infiammare le coscienze ed invocare un impegno religioso concreto e sincero da parte di tutti i concittadini.

Lo spettacolo è interpretato da Barbara Gallo (Madre Mirella), Sebastiano Tinè (Melvin Konner), Angelo D’Agosta (James Lanciano), Greta D’Antonio (Antonietta), Alessandro Romano (Orazio Pennisi), Davide Sbrogiò (Quinziano), Francesco Rizzo (Silvano), Giulia Messina (Agata), Elena Ragaglia (Afrodisia), Giuseppe Tomaselli (San Pietro) e Luciano Fioretto (Corifeo).

Del coro fanno parte Vittoria Scuderi, Ilenia Scaringi, Mariachiara Di Giacomo, Francesca Castro, Giuliana Cantone, Giuliana Catania, Andrea Gigante, Manuela Grimaldi e Gloria Trischitta.  Gli elementi scenici e i costumi sono di Riccardo Cappello, le musiche di Nello Toscano, le coreografie di Fia Distefano, le luci di Davide La Colla, l’aiuto regista è Agnese Failla e il fonico Enzo Valenti.Agata, debutto 2020

Un progetto sulla devozione contemporanea a Sant’Agata

La chiesa più grande della Sicilia, dunque, e venti persone in scena per rappresentare “Agata, la Santa fanciulla”. Ma c’è un’altra novità: un approfondimento culturale con due importanti mostre.
È questa l’iniziativa co-organizzata da Buongiorno Sicilia, produttrice di spettacoli teatrali in luoghi attrattivi della Sicilia, dal Comune di Catania e da quella Fondazione Oelle Mediterraneo Antico che da anni si occupa della devozione a Sant’Agata e dello Sbarco alleato del 1943.

In questi giorni, infatti, mentre si prova lo spettacolo, la Fondazione Oelle sta “lavorando a un progetto sulla devozione contemporanea a Sant’Agata – ha spiegato nella nota di stampa il suo direttore, Carmelo Nicosia. Un’iniziativa “immaginata e collocata all’interno della prestigiosa chiesa di San Nicolò l’Arena.
Dove avremo, in una sezione interna al tempio, un’installazione video e sonora sulla Patrona”.

“Inoltre – aggiunge ancora Nicosiain occasione dell’ottantesimo anniversario dello Sbarco e grazie anche alla consulenza del prof. Ezio Costanzo, saranno in mostra delle fotografie di Phil Stern. E questo anche per onorare i Catanesi caduti in tutte le guerre ricordati nel sacrario che si trova nel tempio”.

Vista la levatura dei professionisti, Simone Trischitta, presidente di Buongiorno Sicilia è convinto che si possa bissare il successo riscosso nel 2020. Significativo fu il contributo dei matinée di Agata rivolti agli studenti. Per questo motivo, lo stesso Trischitta invita fin da subito i dirigenti scolastici degli istituti catanesi e non solo a prendere parte a questo evento culturale proponendolo a un gran numero di ragazzi.
Le repliche mattutine dello spettacolo, che si concluderà il 2 febbraio, prenderanno il via il prossimo 23 gennaio.

 Cristiana Zingarino

 

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