Sudamerica / Il blackout che ha messo in ginocchio il Venezuela causato forse da un grosso incendio

Il 7 marzo 2019 ha avuto luogo il primo dei vari blackout che stanno devastando il Venezuela negli ultimi due mesi. Gran parte della nazione si è ritrovata completamente in assenza di corrente elettrica per sette giorni, con conseguenze disastrose.

Dopo il 14 marzo la situazione è leggermente migliorata, i blackout sono continuati fino ad oggi ma con una durata minore. Fra tutte le città colpite si può sicuramente dire che quella che sta soffrendo maggiormente degli effetti della mancanza di corrente è Maracaibo. La città infatti è la seconda in ordine di grandezza della nazione e il principale centro petrolifero dell’intero Venezuela. Per questo quando la luce andò via, con essa venne anche l’anarchia, almeno 500 esercizi commerciali sono stati saccheggiati, i cittadini stessi distruggevano le vetrine e rubavano tutto quello che vi era esposto. Dunque i civili si sono ritrovati a dover essere armati davanti ai portici delle proprie abitazioni per difendersi dai possibili ladri. Tuttavia la parte peggiore non è questa, ma è l’impossibilità di curare i malati negli ospedali che, unita alla mancanza di cibo e d’acqua, ha causato diversi morti.

In primo luogo il blackout non ha avuto effetti solamente fisici ma anche economici; difatti la produzione ed esportazione di petrolio, che costituisce la quasi totalità dell’economia venezuelana, si è più che dimezzata, passando da 1,1 milioni di barili al giorno a 500mila. Per il presidente di Fedecamaras Carlos Larrazabal “il paese ha perso più di 200 milioni di dollari al giorno”.

Ma come ha potuto un paese ridursi in condizioni così tanto disperate, tanto rapidamente? Che cosa ha causato il blackout?

La versione “ufficiale” del presidente Nicolás Maduro accusa gli Stati Uniti di un cyberattacco alle linee elettriche per riuscire a ottenere le sue dimissioni, ma gli esperti sono d’un altro parere: ritengono infatti che l’incidente sia stato causato da un incendio avvenuto per una mancanza di manutenzione.

Difatti il Venezuela è conosciuto per i suoi blackout e per lo stato disastroso della sua infrastruttura elettrica, dal 2010 ad oggi la corrente è mancata in tutto il paese per tre volte. L’80% dell’energia consumata in Venezuela viene prodotta  dalla diga Guri, che è collegata fino alla capitale Caracas da tre cavi da 765 kilovolt l’uno. L’incendio è stato probabilmente causato dalla vegetazione troppo alta che ha toccato i cavi elettrici, ed esso ha causato la rottura di una delle tre linee; di conseguenza le altre due si sono sovraccaricate e guastate.

Probabilmente tutto ciò non sarebbe mai accaduto con le dovute contromisure, ma il governo venezuelano, nonostante fosse a conoscenza del problema, ha preferito ignorarlo a discapito dei cittadini.

Gabriele Russo

(L’autore di questo articolo è un alunno del Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale che effettua attività di alternanza scuola-lavoro presso “La Voce dell’Jonio”)