Valverde / Illustrato al Santuario l’Inno Mariano dell’Akatistos, una summa delle verità rivelate sull’incarnazione e la Divina Maternità

Sabato 6 febbraio, nel Santuario di Valverde (Ct), si è tenuta la conferenza sull’antichissimo Inno Mariano dell’Akatistos, presieduta da padre Alessio Mandanikiota, Archimandrita ieromonaco ortodosso di S. Lucia del Mela (Messina).

P. Alessio Mandanikiota
Padre Alessio Mandanikiota

Ad organizzare l’incontro di comunione cristiana con la Chiesa ortodossa, il gruppo dell’Ufficio per l’ecumenismo della Diocesi di Acireale, avente come direttore don Santo Leonardi, in collaborazione con l’Arcipretura parrocchiale S. Maria di Valverde e con Nunzio Lizzio, giovane parrocchiano del paese.

Padre Alessio  ha sottolineato che «abbiamo bisogno della Madonna e di Dio, come l’aria che respiriamo» e ha letto e spiegato il significato di qualche strofa dell’antico inno mariano.

Padre Mandanikiota, tra l’altro, ha affermato: «Questo inno è speciale perché è molto antico, risale ad un’epoca di grande fioritura culturale e religiosa per la Sicilia. La Sicilia era cultura – lo è ancora – e fede. L’inno è composto da 24 strofe, ogni strofa comincia con una lettera dell’alfabeto greco. L’inno vuole cantare in poesia perché la Madonna è grande. Racconta gli episodi della Sacra Scrittura, si tratta di un intreccio complicato ma bellissimo. Con Maria inizia la storia della salvezza, Maria ci rappresenta, Lei è tutta l’umanità, ha detto sì al sacrificio. La meditazione e la riflessione del mistero di Gesù Cristo, aumenta la nostra capacità di comprensione della verità, che si chiama, appunto, Gesù Cristo. La S. Madre di Dio ci unisce; vi invito a pregare per quelli che non la conoscono ancora, per i fratelli che non la capiscono, non Snt 2riflettono, non credono».
Padre Alessio ha inoltre venerato e incensato l’icona della Madonna di Valverde.

A conclusione dell’incontro, sono state consegnate, da parte dell’ufficio per l’ecumenismo della Diocesi di Acireale, le icone del Padre misericordioso, a Padre Salvatore Salvaggio, attuale arciprete – parroco del Santuario di Valverde e a Padre Alessio Mandanikiota.

Padre Salvatore ha presentato alla comunità i nuovi Padri Agostiniani Scalzi arrivati da poco e indicato il suo successore, Padre Nei Marcio Simon.

A don Santo Leonardi abbiamo chiesto: Perché la realizzazione di questo incontro?

P. Alessio incensa l’icona della Madonna di Valverde

«L’incontro di questa sera, innanzitutto, vuole essere espressione di quell’impegno, come Chiesa diocesana, che si sta portando avanti per favorire il dialogo all’interno delle confessioni cristiane, in particolare con la confessione ortodossa. La Chiesa cattolica sta vivendo l’Anno della misericordia: bisogna cercare, all’insegna di questa occasione, ciò che ci unisce sempre di più tra fratelli cristiani, di diverse confessioni. La Madonna è un riferimento di particolare comunione tra noi e i nostri fratelli ortodossi, che hanno una devozione molto forte. Importante cercare ciò che ci unisce. Da tre anni, in  Diocesi, con il vescovo Raspanti, delegato della conferenza episcopale siciliana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso , stiamo facendo un cammino di risveglio, di apertura, di dialogo e fraternità, nella distinzione dell’identità».

Abbiamo fatto qualche domanda a Padre Alessio Mandanikiota.

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L’icona del Padre misericordioso

Chi ha composto l’inno e quando?

«L’inno è anonimo, è un capolavoro ma non si sa chi lo ha scritto. È stato composto nel VI secolo, qualcuno dice anche prima. Si tratta di un inno complicato da tradurre, insuperabile è il suo ritmo»

Perché è importante questo inno?

«Perché teologicamente è il riassunto di tutte le verità di fede riguardanti la Madonna e Gesù Cristo, è un riassunto dei dogmi cristiani. L’autore è stato capace di trattare, in una poesia di 24 strofe, tutte le verità rivelate che riguardano l’incarnazione del Verbo e la Divina Maternità. La verità è quella ricevuta dalla fede antica e dagli apostoli, che i Santi Padri hanno sviluppato nei Concili. Questo inno richiede l’ attrezzatura filosofica che i Padri antichi avevano, studiavano dalla mattina alla sera. Chi l’ha scritto è stato sicuramente un uomo coltissimo, un teologo che ha tradotto questi concetti filosofici in poesia liturgica da poter esser cantata dal popolo in chiesa».

Ci sono tematiche che si ripetono più volte nell’inno?

P. Alessio, P. Nei, P. Salvatore e don Santo
Padre Alessio, padre Nei, padre Salvatore e padre don Santo

«No, cambia tutto. Non c’è una strofa uguale all’altra. Sono 24 strofe diverse».

Quanto è importante la conoscenza?

«La conoscenza sconfigge i pregiudizi. Conoscendo scopro che le cose, le persone, non sono come le immaginavo, sono diverse. Posso anche non condividere il mondo di idee di altre persone, ma bisogna comunque rispettarsi».

 

Graziella De Maria