Vangelo della domenica (21 ottobre) / Il buon cristiano non esercita il potere sugli altri, ma si mette al loro servizio

Canto al Vangelo (Mc 10,45)
Alleluia, alleluia.
Il Figlio dell’uomo è venuto per servire
e dare la propria vita in riscatto per molti.
Alleluia

Vangelo (Mc 10,35-45)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore

Riflessione
La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Marco nel racconto di Gesù che insegna ai suoi discepoli a non pensare secondo la logica del mondo che ambisce ad esercitare il potere sugli altri, ma a vivere invece secondo la logica del Vangelo che porta a mettersi al servizio dei fratelli. A Giacomo e a Giovanni, che chiedono a Gesù di poter sedere nella sua gloria uno alla sua destra e uno alla sua sinistra, Egli risponde insegnando loro che chi vuol essere il più grande si deve fare il servitore e chi vuol essere il primo si faccia schiavo di tutti. Con queste parole Gesù vuole indicare a chi si mette alla sua sequela una logica diversa dal consueto modo di pensare mondano che spesso continua a perdurare. Ogni autorità ed ogni incarico infatti, deve essere esercitato nel servizio degli altri e non invece come un mezzo per dominare. Gesù stesso si mostra come colui il quale è venuto per servire e non per essere servito donando la sua stessa vita per la salvezza di tutti dicendo ai suoi discepoli: “Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. La strada che indica il Vangelo è la strada che conduce all’amore verso Dio e verso i fratelli vissuto nel dono di sé; una logica questa che si scontra con quella del mondo, e per questo ha bisogno di essere maturata nella fede e nell’incontro con Cristo nella preghiera e nei Sacramenti per favorire un autentico cammino di conversione, consapevoli dell’amore e della grazia di Dio che sempre accompagna e sostiene, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa domenica: “Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo”.

Letizia Franzone