Vangelo della Domenica (Diàlogos) / Gesù nel deserto ci invita a rientrare nel nostro cuore e a non lasciarci ingannare dal diavolo

Canto al Vangelo (Mt 4,4) Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria! Non di solo pane vivrà l’uomo ma di tentazioniogni parola che esce dalla bocca di Dio. Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. Parola del Signore

Riflessione

In questa prima Domenica di Quaresima, la Liturgia ci presenta il racconto dell’Evangelista Luca, di Gesù tentato nel deserto. Il periodo quaresimale, iniziato con la celebrazione del mercoledì delle Ceneri, si completerà nel giorno della Pasqua di Resurrezione di Gesù. La Quaresima non rappresenta un tempo di tristezza,  bensì, è un tempo di particolare grazia, in cui  Dio ci invita a ricordare le meraviglie del suo amore per noi, di tutto ciò che la sua misericordia ha operato nella vita dell’uomo. La Liturgia di questa prima Domenica di Quaresima si apre, infatti, con il brano del Deuteronomio, nel capitolo in cui Mosè, parlando al popolo, ricordava come il Signore  aveva liberato dalla schiavitù d’Egitto il popolo d’Israele, conducendolo nel luogo da Dio stabilito. Il popolo oppresso gridò a Dio e il Signore ascoltò il grido del suo popolo. Ascoltando  le varie letture e i diversi brani biblici che la Chiesa approfondisce in questo periodo quaresimale, si può ben capire che l’esortazione che ne proviene sia quella di puntare all’essenziale, alle cose che realmente contano. E l’essenziale per il credente è l’ascolto della parola di Dio, la fede nel suo amore per ogni uomo, vivendo  dentro questo amore. Il digiuno e la penitenza diventano, in tal senso, la sobrietà dell’uso delle cose per andare all’essenziale e non farsi distrarre dalle cose superflue che ingombrano il cuore. Vivendo la sobrietà e l’essenzialità, sarà più facile per il cuore dell’uomo ascoltare la voce di Dio che parla attraverso la sua Parola e la preghiera, fortificandosi, così, a superare le diverse tentazioni che tendono a sviare dalla Verità. “Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore”, così come ci ricorda la seconda  lettura.

Letizia Franzone

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