Veglia di Pentecoste / A Macchia di Giarre la Chiesa diocesana si è riunita per invocare lo Spirito Santo

Sabato  7 giugno , Parco  di Macchia ( Giarre), ore 19: le gradinate dell’anfiteatro cominciano a riempirsi  di voci  e di volti, mentre risuonano nell’aria i canti dei nostri giovani, pentecoste 5capaci di far danzare tutti, piccoli e grandi.  Alle 20.30,  saranno quasi tremila le persone, che,  convocate in questo luogo da  ogni parte della Diocesi, celebreranno  con il Vescovo , mons. Antonino Raspanti,  la grande Veglia di Pentecoste. Ci sono molti  sacerdoti, i diaconi , i seminaristi, i ministranti  e le religiose. C’è   la Comunità di Macchia col Parroco , don Mario,  che ci ha molto aiutato nell’organizzazione. Ma ci sono, soprattutto,  tantissimi laici,  singoli fedeli e comunità parrocchiali,  e, in particolar modo,  i  “laici aggregati “  delle  45  Aggregazioni   della Consulta  diocesana,  alla quale, per il terzo anno , è stata affidata la preparazione di questo evento. Questo parco diventa così, ancora una volta,  un nuovo Cenacolo, dove, uniti a Maria, la Madre di Gesù , s’invoca una nuova Pentecoste, che rinnovi la nostra Chiesa  e ci renda discepoli coraggiosi del Cristo. Sullo sfondo dell’anfiteatro, campeggia la “Croce dei giovani”: il  Cristo Risorto effonde dal suo fianco squarciato lo Spirito Santo, come un’acqua viva che , sola, può dissetare le aridità dell’uomo. Ogni anno, preparare questa celebrazione è una  sfida a credere che, al di là dei diversi percorsi formativi, al di là delle diverse spiritualità e dei diversi ambiti d’azione, tutte le aggregazioni ecclesiali ( se sono davvero tali !), ognuna con la propria ricchezza e la propria originale identità , sono chiamate ad essere una sola cosa in Cristo ,in comunione col Vescovo e unite tra loro nell’amore e nel rispetto reciproco ,. Per questo, si riuniscono in questa Veglia, per invocare lo Spirito Santo col loro Pastore,  per esprimere la loro comunione, e il desiderio di camminare insieme a tutti gli uomini che incontrano sulle loro strade. Quest’anno, all’inizio,  i referenti delle associazioni hanno  ultimato   l’allestimento  del “cenacolo”, collocandovi gli oggetti previsti dalla liturgia ( curata da don Roberto Strano) : il braciere, le tovaglie , i ceri, i fiori, la vasca per l’aspersione.pentecoste

Quindi, nella sera che calava, silenziosamente, è arrivata Lei, la Madre dell’unità, la Vergine Maria, significata dall’icona della Madonna di Loreto, portata a spalla dai fedeli di quella comunità parrocchiale.  Così si è accesa la Veglia di questa Pentecoste 2014, accompagnata dai canti delle due corali presenti,  la Madagascar’s Angels  ed il Gruppo Musicale “Chiara Luce Badano” di Aci Catena. Nell’omelia, il Vescovo ci ha ricordato l’importanza di riconoscerci dono prezioso l’uno per l’altro, mettendo da parte invidie e gelosie. Ci ha ricordato che siamo una grande ricchezza, benedetta da Dio, che può trasformare in meglio il mondo che abitiamo. Con la forza della Parola e della Eucarestia, dopo aver portato all’altare ,in un unica cesta, gli Statuti di tutte le aggregazioni ed un paio di sandali (simbolo di una Chiesa “in uscita”), siamo gioiosamente ripartiti per i luoghi di provenienza.  E tutti recando tra le mani (e nel cuore )  una piccola immagine,  con la preghiera di Papa Francesco, diventata ora la nostra: “ Santa Maria, stella della  evangelizzazione, ottienici ora un nuovo ardore di risorti, per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte. Dacci la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della bellezza che non si spegne”.  Ripartiamo dal Cenacolo. Più fratelli. Più felici. E’ il miracolo dello Spirito, che stasera si è ripetuto per noi.

Barbara Sgroi

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