Acireale calcio/ Battuto (3-2) il Cilento

Rocambole di passaggio all’Aci e Galatea nell’occasione della sfida tra Acireale e Cilento (3-2 il risultato finale). Come la stagione scorsa (vantaggio ospite, uno-due dei granata alla distanza), più che la stagione scorsa. Girandola di gol, in ogni caso, ben cinque, con l’Acireale a spuntarla di misura dopo un avvio scoppiettante.

Trenta minuti da stropicciarsi gli occhi

L’Acireale entra voglioso e determinato in partita. Al primo affondo del rientrante Savanarola, un rigore ineccepibile offre ai granata l’occasione di passare in vantaggio. Lodi realizza da par suo e, sull’onda dell’entusiasmo, trascina la squadra. Delizia la platea l’ex regista del Catania, un suo taglio millimetrico mette subito Cristiani in condizioni di raddoppiare ma la conclusione non è felice. Il Cilento sembra alle corde, l’Acireale insiste e raddoppia: Ortolini, l’ultimo arrivato, ci mette rabbia ed esperienza. E poco manca perché arrivi il terzo gol, Tumminelli, dalla distanza, centra in pieno il palo.

Si sveglia il Cilento e riapre la partita.

Ai biancorossi ospiti non fanno difetto cifra ed esperienza. Superato lo choc d’avvio partita, provano a farsi sotto. E l’Acireale, che gigioneggia un po’, convinto forse d’avere il risultato  in pugno, paga presto il conto. Primo tempo quasi in archivio, ma sull’ultimo angolo la squadra di Nicoletti va in gol: decisiva la zampata di Coulibaly, da due passi, dopo un tocco spiazzante dell’ottimo Maggio.

Maio dal limite buca la barriera e fa 2-2

Il pari dei biancorossi arriva subito dopo il riposo. Calcio dal limite, barriera foltissima, Maio è bravissimo a farsi beffa di tutti: il suo rasoterra lento ma velenoso si insacca alla destra di un incredulo D’Alterio. Per l’Acireale tutto da rifare.

L’orgoglio dei granata e la zampata vincente di Ortolini

Ci mettono un po’ a ritrovarsi i granata, ma l’esperienza di Lodi e Savanarola, schierato oggi sul fronte d’attacco, il dinamismo di Cristiani e Correnti, le percussioni di Tumminelli gli consentono di togliere campo ad un avversario comunque di qualità. Il gol che decide la partita lo sigla Ortolini (gran bella doppietta, la sua) con uno dei gesti che più gli sono congeniali. Girata fulminante in acrobazia e pallone nel sette: 3-2. Il resto lo fa De Sanzo con sostituzioni chirurgiche. Bravo Piccioni a sacrificarsi, bravi Bramat e Garetto a tenere alta la squadra. Quanto basta per controllare la partita e condurre in porto la più preziosa delle vittorie.

Giovanni Lo Faro

Print Friendly, PDF & Email