Anniversario / Cinque anni fa l’elezione di Papa Bergoglio: gesti, momenti e parole di Francesco

Ore 20.24 del 13 marzo 2013: Jorge Mario Bergoglio si presenta al mondo come 266° pontefice della chiesa cattolica, con il nome di Francesco. È il primo a scegliere questo nome. È il primo papa gesuita, è il primo di provenienza dal continente latino- americano.

(AP Photo/Gregorio Borgia)

Un cardinale dalla fine del mondo. “Il dovere dei conclavi era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui”, esordì Papa Bergoglio subito dopo eletto.

Vescovo di Roma. Così preferisce Francesco essere appellato, incardinato in una diocesi come ai tempi di Buenos Aires. Le parrocchie, i venerdì della misericordia, le opere per i senzatetto all’ombra del cupolone, mostrano la sollecitudine del pastore.

Tra il suo gregge. Un pastore che deve avere l’odore delle pecore, assumerne l’informalità, dal portarsi la valigetta in viaggio, all’uso di macchine utilitarie, ai tanti fuori programma dai suoi appuntamenti pubblici. Un pastore che cerca di capire come la curia può funzionare meglio, avviando processi di riforma, la revisione della guida dello Ior, tra polemiche e divisioni.

“Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. Come quella prima sera, la richiesta del supporto nella preghiera diventerà una costante, la necessità di chiedere aiuto al Signore attraverso il suo popolo, per essere fedele all’approccio missionario verso le periferie fisiche ed esistenziali a cui Francesco ha chiamato la chiesa tutta, ospedale da campo e faro di misericordia, per uomini e donne di tutto il mondo.

L’impegno per la pace nel mondo. Ed ecco le parole, le intenzioni di Francesco spendersi per la pace, l’unità, l’accoglienza. La sua prima visita pastorale a Lampedusa, l’apertura di un Giubileo della Misericordia per la prima volta lontano da Roma a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, l’abbraccio con il patriarca di Mosca Cirillo, l’appello costante al disarmo nucleare, l’apertura di nuovi canali di dialogo con la Cina.

I suoi scritti. La Laudato Si, l’ enciclica sociale di respiro globale divenuta punto di riferimento per quanti, anche non cristiani, si spendono per la difesa del creato. E le due esortazioni apostoliche rivolte alla vita della chiesa, ma aperti al dialogo con una contemporaneità in cerca di un nuovo umanesimo: l’Evangelii gaudium e l’Amoris laetitia, testi dallo sguardo aperto al lavoro degli episcopati di tutto il mondo nello spirito del concilio di Vaticano II, bussola del suo pontificato e legami della tradizione.

Fonte: NewsTv2000

(Testo non integrale trascritto da Noemi Previtera, Liceo Amari Giarre, Alternanza scuola-lavoro)

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