Aspettando Cracovia / Il Giubileo dei ragazzi inizia con 70mila adolescenti e un confessore speciale: il Papa

Il Papa confessore, a sorpresa, in piazza San Pietro. È iniziata così la “tre giorni” del Giubileo dei ragazzi, indetto dal Papa, promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e organizzato dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei. Già attive le “Tende della misericordia” in sette piazze del centro storico, con i “post it” dei ragazzi. Un caravan della Polizia per “una vita da social”. Stasera grande festa di musica e testimonianze allo Stadio Olimpico, domani Messa in piazza San Pietro con il Papa. Una “mini-Gmg” – ma non nei numeri dell’affluenza – aspettando Cracovia.

Tra i centocinquanta confessori che si alternano – dalle 9.30 alle 17.30 – tra piazza San Pietro e la basilica,755x491xpapaConfessioni04ok-755x491.jpg.pagespeed.ic.ZA9u_vSNwG ce n’è uno d’eccezione: Papa Francesco. È la sorpresa riservata ai 70mila adolescenti che hanno affollato oggi, fin dalle prime ore del mattino, la piazza più famosa del mondo per vivere il loro Giubileo, indetto dal Papa – un’altra delle prime volte di Francesco – sul tema: “Crescere misericordiosi come il Padre”. In poco più di un’ora, 16 ragazze e ragazze hanno avuto la possibilità di accostarsi al sacramento della penitenza direttamente da Bergoglio, che ha scelto di festeggiare anche così – oltre che con una torta con pistacchi i Bronte e nocciole di Viterbo, sormontata da un San Giorgio, donatagli da una pasticceria di Borgo – il giorno del suo onomastico. Appena è iniziata a circolare la notizia dell’arrivo in piazza di Francesco, che si è trattenuto all’interno del colonnato del Bernini dalle 11.30 alle 12.45, è subito è partita la cassa di risonanza delle foto e dei “tweet” dei ragazzi. Quando i fortunati che si trovavano nel settore della piazza sotto il Braccio di Carlo Magno hanno visto arrivare il Papa, lo hanno salutato chiamandolo in coro: “Francesco, Francesco!”. Il Papa, di tutta risposta, si è girato e ha risposto con un “ciao” accompagnato dal relativo gesto della mano.

Settantamila ragazzi – almeno stando alle cifre riscontrate dalle prenotazioni giunte al Centro di accoglienza in Via della Conciliazione – hanno letteralmente formato un fiume tranquillo che ha congestionato la zona di San Pietro, sia dal versante del Sant’Uffizio che da quelli verso Castel Sant’Angelo e piazza Risorgimento.

E proprio dal luogo in cui è installata una delle sette “Tende della misericordia” – già attive fin dalle prime ore del mattino –  è iniziato il pellegrinaggio del Giubileo dei ragazzi, che ha visto accorrere adolescenti dai 13 ai 16 anni da tutta la Penisola, ma anche da Spagna, Francia, Corea del Sud, Albania, Belgio, Argentina, Cile, Germania, Portogallo e Usa. È iniziata così quella che è stata definita una “mini-Gmg”  – ma l’aggettivo vale solo per l’età dei protagonisti, non certo per i numeri dell’affluenza – fortemente voluta da Papa Francesco, promossa dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e organizzata dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei. Un evento giubilare che è una novità assoluta: non c’era stato, finora, un  appuntamento dedicato esclusivamente agli adolescenti.

Il programma della prima giornata del Giubileo dei ragazzi prevede il pellegrinaggio per gruppi, il passaggio della Porta Santa e la professione di fede sulla Tomba di Pietro, ma c’è anche – come i cento ragazzi della diocesi di Capua, che hanno preso un treno alle 4 e stasera devono già fare ritorno a casa – chi ha condensato tre giorni in un solo giorno. Alle 9.15, il primo gruppo già pronto in una fila compatta e composta di un centinaio di persone è quello di Bari, che arrivato alla prima tappa davanti alla Chiesa di S. Maria in Traspontina ha già dato “ospitalità” ad un gruppo di ragazzi francesi. In forze anche il gruppo proveniente dalla diocesi di Perugia-Città della Pieve, 8 pullman con 300 persone a bordo.

Per i giovanissimi protagonisti di uno degli eventi “clou” del Giubileo della Misericordia – che ha contribuito a far salire oltre i cinque milioni la cifra di pellegrini giunti finora a Roma, stando al  sito ufficiale del Giubileo – la possibilità di accedere al sacramento della Penitenza fino alle ore 18. Poi il trasferimento da piazza San Pietro allo Stadio Olimpico, per la grande festa di musica e testimonianza, con l’esibizione di alcuni gruppi provenienti da varie diocesi e alcune popolari star della musica, come Francesca Michielin, Moreno, Dear Jack, Lorenzo Fragola.

“Post it” sulla misericordia. Li hanno attaccati su un apposito “tableau” bianco, con su scritto che cosa quell’opera di misericordia ha rappresentato nella loro vita. Ogni due ore, nelle sette Tende della misericordia allestiti in sette piazze storiche della città  i testimoni presenti li hanno invitati a fare la stessa esperienza nei luoghi dove loro stessi operano: carceri, ospedali, mense della solidarietà.

“Una vita da social”. Si chiama così il caravan messo a disposizione dalla Polizia di Stato, in collaborazione con il Miur, nei tre giorni del Giubileo dei ragazzi. L’obiettivo: formare i giovani a un uso responsabile di Internet e dei social media. Già dalle prime ore di questa mattina, il caravan è stato preso d’assalto dagli adolescenti, incuriositi da un tema che conoscono bene e pronti a ricevere (o a dare?) qualche “dritta” in più sulle loro navigazioni quotidiane. Grazie anche all’ubicazione strategica e favorevole – a Castel Sant’Angelo, accanto ad una delle sette “Tenda della misericordia” e al punto di partenza del pellegrinaggio per gruppi verso la Porta Santa – il caravan è stato oggetto di lunghe code di ragazzi, che aspettavano ordinatamente il loro turno così come altri loro coetanei stavano facendo poche decine di metri più in là, “smistati” dai volontari in attesa di compiere il loro percorso sotto la Croce del Giubileo.

Roma chiama Cracovia:

potrebbe essere il sottotitolo del Giubileo dei Ragazzi. Una scommessa vinta, già in partenza. I 70mila giovanissimi hanno messo il cuore nello zaino, come gli ha chiesto il Papa nel messaggio a loro indirizzato. In attesa di vederlo ancora domani, nella grande Messa in quella stessa piazza dove oggi ha fatto di buon grado il confessore.

M. Michela Nicolais

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