Castello di Calatabiano / Riapertura tra storia e natura

Dopo la chiusura forzata dovuta al Covid-19 il Castello di Calatabiano, concentrato di storia e natura, è pronto a riaprire per la stagione estiva. La fortezza è nota per il suo scenografico ascensore panoramico. Ma forse pochi sanno che il castello propone ai visitatori anche un suggestivo percorso storico-naturalistico per pedoni che parte dal centro storico di Calatabiano. Vediamo come raggiungere la fortezza e cosa vedere.

Come raggiungere il Castello

Il percorso storico-naturalistico ha inizio dalla scalinata di via Cruyllas, nel comune di Calatabiano. Riconoscerla è semplice. Basta recarsi al Municipio di Calatabiano: di fronte ad esso una siepe di vivaci oleandri rosa segna per i viaggiatori l’inizio del percorso pedonale, lungo circa 850 metri. Per raggiungere la fortezza bisogna arrivare in cima alla collina che sovrasta la città e, per farlo, è possibile imboccare due sentieri: uno in cemento e uno più ripido consistente in dei gradini di pietra. Durante la salita è possibile ammirare nespoli e fichi d’india e suggestive chiese antiche che dominano il territorio dall’alto.

Cenni storici

In cima alla collina si trova il castello, una fortezza arabo-normanna che deve il suo nome all’arabo Kaalat-Al Bian (“Rocca di Biano”, suo probabile amministratore e signore). In passato la città di Calatabiano era racchiusa tra le mura del castello, che però venne abbandonato nel 1693 a seguito del terremoto della Val di Noto. La città venne ricostruita a valle, dove si trova attualmente, e il sito venne completamente dimenticato fino al 2007, anno del suo restauro.

Collina Calatabiano

I lavori di restauro

Dopo secoli di oblio, nel 2009 finiscono i lavori di restauro del sito archeologico, durati due anni e costati oltre 4 milioni e mezzo di euro. I lavori non sono stati affatto semplici data l’ubicazione del castello, ma nonostante ciò si è riusciti a mantenere intatta la dimensione storica del luogo. La ricostruzione ha visto l’utilizzo di materiali trasparenti, in modo da non oscurare le sale e permettere ai visitatori di godere del panorama. Dagli scavi archeologici sono emersi inoltre dei reperti di epoca greca e bizantina: segno che non furono gli arabi i primi ad insediarvisi.

Cosa vedere al Castello

All’ingresso, una guida locale accoglie i visitatori. Degne di nota sono la “Sala Cruyllas”, da cui si può ammirare la valle dell’Alcantara, e la “Sala d’armi”, in cui è custodito lo scheletro del famoso Soldato Bizantino. Dal cortile centrale si accede ad una cappella decorata da un antico affresco bizantino del Cristo Pantocratore. Ai piedi del castello inoltre si trova la Chiesa del SS. Crocifisso, da cui ogni anno a maggio ha inizio la caratteristica “calata” di San Filippo e che contiene la copia di un dipinto della scuola di Antonello da Messina. L’originale al momento si trova nella Chiesa Madre di Calatabiano.

Castello Calatabiano vista

Cosa fare al Castello

Nelle afose giornate estive, nel corso della visita è d’obbligo una sosta in caffetteria o in sala lettura, due luoghi in cui è possibile rilassarsi godendo di un panorama mozzafiato. Nei mesi di luglio e agosto, sono previsti delle serate aperitivo e una nutrita stagione concertistica. Vicino alla stazione di partenza dell’ascensore è presente anche un museo in cui sono conservati i reperti trovati durante i lavori di scavo.

Cosa visitare nelle vicinanze

Ai piedi del castello è possibile rifocillarsi al ristorante-pizzeria “Il Borgo del Saraceno”, che gode di ottime recensioni ed offre piatti tipici siciliani a prezzi contenuti. Inoltre, da Calatabiano sono facilmente raggiungibili in auto la riserva delle Gole dell’Alcantara e l’Hotel Castello San Marco, ma anche le città di Taormina, Castelmola e Giardini. E’ possibile visitare il castello secondo gli orari di apertura che vanno, da mercoledì a domenica (fino al 20 giugno) dalle 9.30 alle 13.30. Mentre dal 23 giugno fino a metà settembre è in vigore l’orario estivo: ossia dalle 16 alle 20, da mercoledì a domenica. Per accedere al Castello è tuttavia preferibile prenotare la propria visita, tramite l’apposita pagina Facebook.

Cristina Di Mauro

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