Diocesi / “Gaudete et exsultate”, don Vittorio Rocca disquisisce sul valore della santità

L’incontro di domenica 27 maggio “Gioia di essere santi” svoltosi ad Acireale, nella basilica di San Sebastiano, e organizzato dalla diocesi acese, dal Movimento Pro Sanctitate di Catania e dalla stessa Basilica verteva su un recente documento di Papa Francesco, imperniato sulla santità nel nostro tempo, Esortazione Apostolica “ Gaudete et exsultate”.
Entusiastica la testimonianza di Mirella, illuminata dal sorriso, appartenente al Movimento “Pro Sanctitate” di Catania, presentato da lei con uno stile stringato e avvincente, intervento seguito da un pubblico attento e plaudente.

Don Vittorio Rocca

Il discorso del prof. di Teologia morale, don Vittorio Rocca, sul documento papale, dopo una dotta introduzione teologica sul valore della santità, conseguita con la fede e la forza della grazia, con richiami al Vangelo, è sezionato in cinque capitoli, in modo da essere reso chiaro e accessibile a tutti.
Nel primo capitolo viene sviluppato il concetto della chiamata di Dio alla santità, rivolta a chiunque: Francesco invita i credenti a non scoraggiarsi, ma con ardore a  fare il proprio dovere di genitori e così via, secondo il proprio stato, vivendo con amore: semplicemente così, si può diventare santi.
Nel secondo punto il Papa mette in guardia dalle eresie antiche e contemporanee: l’agnosticismo e il pelagianesimo, messo da parte quanto dice san Paolo a tal proposito: ”Se non avessi la carità, io sono nulla”. Successivamente, Papa Francesco introduce l’eccellente discorso evangelico delle Beatitudini. Gesù invita gli eletti a riconoscere nell’Altro un fratello e a battersi per il bene. In questo nostro mondo, dove ci sono nuove forme di schiavitù promosse da gente ingiusta, se si segue l’andazzo, addio santità; chi desidera seguire la via della santità, deve impegnarsi nelle opere di carità, tuttavia la vita dev’essere improntata al senso dell’umorismo, altrimenti si cade nel malumore, che non è certo segno di santità. Pertanto tutto dipende da noi, come diceva san Domenico Savio: ”fare bene il proprio dovere”.
L’illustre relatore sostiene che è necessario spogliarsi della superbia e attingere all’umiltà; da qui nasce il buon cuore dei Santi, tra cui si distingue san Filippo Neri.
Nel quinto capitolo, la lotta contro il Male, contro il peccato; è sant’Antonio, che insegna come difendersi, ovvero attraverso il discernimento. Il documento, conclude don Rocca, invita i credenti a non rimanere nella mediocrità. Segue un vivace dibattito.

                                             Anna Bella

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