Fiumefreddo / Alle “Giornate della filatelia” Mariella Di Mauro presenta il Regno delle due Sicilie come terza forza economica europea

Sabato e domenica, 14 e 15 dicembre, a Fiumefreddo di Sicilia, l’amministrazione Comunale in collaborazione con la Pro Loco, la Federazione fra le Società Filateliche Italiane e l’Associazione Filatelico Numismatica di Fiumefreddo ha presentato le “Giornate della filatelia”, con vari momenti e attività. La mattina del sabato, all’apertura della mostra prevista, si è cominciato ad applicare l’annullo filatelico, alla presenza di alunni di tutte le scuole.

Nel pomeriggio il programma è continuato con la conferenza “Dal Regno delle due Sicilie all’Unità d’Italia” a cura della prof.ssa Mariella Di Mauro, scrittrice. Sono intervenuti il presidente della Pro Loco, Leonardo Alessio, in rappresentanza dei filatelici il presidente Afnf, Isidoro Barbagallo, e l’assessore alla cultura, Sebastiana Girgenti. Durante la mattinata del 15 si è svolto il tradizionale scambio filatelico.

La relatrice della conferenza, tenutasi presso il Casale Papandrea a Fiumefreddo, ha illustrato l’excursus storico dell’insediamento borbonico di Napoli nel 1735, fino a quando l’impresa Garibaldina e il Piemonte dei Savoia non ne debellarono l’ultima resistenza a Gaeta, luogo da cui, poi, il re Francesco II, da solo un anno succeduto al padre, assieme alla moglie, Maria Sofia di Baviera, sorella di Sissi, lasciarono il loro regno dopo centoventisei anni. 

Anche se i Borbone, spesso, perfino nei libri di storia – ha ricordato la Di Mauro -, sono frettolosamente descritti, con ironia e disprezzo, grossolani e ignoranti e, quindi, come chi lasciò degrado e arretratezza, molti studiosi attribuiscono al regno delle due Sicilie una forza economica che poneva Napoli, insieme a Parigi e Londra, come la terza potenza europea. “Tante furono, infatti – ha sottolineato la professoressa – le innovazioni dei Borbone: la ferrovia, l’università, il teatro San Carlo, la reggia di Caserta, le linee telegrafiche all’avanguardia. Alla fine del regno, le due Sicilie erano dotate di 86 stazioni telegrafiche e di 2.874 km di linee. Un apparato all’avanguardia che introdusse per primo il francobollo adesivo, sistema che poi venne adottato dal nuovo regno dei Savoia. Nel gennaio del 1858 furono posti i cavi sottomarini tra Reggio Calabria e Messina, tra Modica e Malta e tra Otranto e Valona cosicché le linee telegrafiche furono messe a disposizione dei privati”.

L. V.

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