Giarre / Ritrova il cane perduto e istituisce una festa per benedire gli animali

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Salvo Zappalà

Smarrisce il cane a Giarre e dopo tredici giorni qualcuno risponde al suo appello su Facebook, avendolo ritrovato a Pozzillo. È il 17 gennaio di sei anni fa e quella mattina lo sfortunato padrone pensa: «Se lo ritrovo oggi, faccio una grande festa».
Non è un giorno qualsiasi, ma quello in cui si celebra sant’Antonio Abate, riconosciuto come protettore degli animali domestici. È eccessivo parlare di “miracolo”, ma senza dubbio si trattò di una straordinaria coincidenza per il padrone che, a partire dall’anno successivo, decise di istituire, nel giorno del santo eremita, una festa dedicata alla benedizione degli animali domestici.

Protagonisti della vicenda sono “Perla” (questo il nome dell’animale) e il suo padrone Salvo Zappalà, presidente della Pro Loco giarrese. Egli, grazie anche al supporto organizzativo del suo sodalizio, organizza ogni anno una manifestazione durante la quale si impartisce la benedizione agli animali che i rispettivi padroni accompagnano nella piazza Duomo di Giarre.benedizione aniali-Giarre

Al sesto anno la benedizione degli animali

Il successo è assicurato sin dalla prima edizione, con la crescente partecipazione di numerosi animali domestici. Quest’anno l’evento, rinviato di alcune settimane a causa dell’emergenza sanitaria, si è svolto domenica 6 febbraio. E così per un giorno la presenza di centinaia di animali d’ogni specie e dimensione ha animato la piazza. Dal gracile canarino al prestante alano, passando per gli animali da compagnia. E per la varietà canina che ogni volta costituisce la presenza più varia, numerosa e vivace con il suo incessante concerto di versi e guaiti.

applicazione microchip
Applicazione microchip a cura dell’Enpa giarrese

Alla manifestazione sono legate alcune iniziative a tutela degli animali. Infatti, oltre alla benedizione, impartita dall’arciprete don Nino Russo, i richiedenti hanno ottenuto a titolo gratuito l’applicazione di microchip sui propri animali.
Si tratta di un’azione di contrasto alla dispersione, realizzata in collaborazione con la sezione giarrese dell’Enpa. Altrettanto importante è stato l’affidamento in adozione di alcuni cuccioli. E anche l’iniziativa di sensibilizzazione contro la dispersione delle carcasse, sia di quelle abbandonate dagli stessi padroni dopo la morte del proprio animale, sia di quelle rimaste vittime di incidenti.

La manifestazione si è conclusa con la distribuzione del pane benedetto. Si evoca così l’eremitaggio di sant’Antonio Abate, al quale due volte all’anno veniva calato il pane dall’alto di una fortezza abbandonata sulle montagne del Pispir, nei pressi del Mar Rosso, ove egli si era ritirato a pregare in solitudine.

Paolo Amato

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