Giornata del malato / L’esempio di Gianna Beretta Molla che sublimò la sua sofferenza

La Giornata mondiale del malato, che ricorre il prossimo 11 febbraio, fu istituita 30 anni addietro da San Giovanni Paolo II. E’ importante pregare per tutti i malati perchè guariscano e accettino il periodo della malattia con pazienza e con fiducia verso quanti sono impegnati a curarli.
Certo, secondo il tipo di malattia, la sofferenza cambia, ma la preghiera aiuta a sopportarla e offrirla a Dio, per cui acquista un valore profondo, come sosteneva Madre Teresa di Calcutta.
Un caso significativo in tal senso è quello della dottoressa in medicina Gianna Beretta Molla, titolare di un ambulatorio medico pediatrico nella provincia di Milano.

Sin dalla fanciullezza Gianna  frequenta la Gioventù Femminile Cattolica e avendo un fratello sacerdote in Brasile, dapprima coltiva l’idea di aggregarsi a lui, diventando missionaria.
Ma il 24 settembre 1955 sposa l’ingegnere Pietro Molla ed in breve dà alla luce tre figli. Nel settembre del 1961, agli inizi della quarta gravidanza, le diagnosticano un fibroma all’utero, e subisce un primo intervento con esito positivo.

Successivamente le complicazioni  aumentano, ma Gianna, in quanto medico, decide di non interrompere la gravidanza. La quarta figlia nasce pochi giorni prima della sua morte , verificatasi il 28 aprile 1962.Gianna Beretta Molla

Gianna Beretta Molla è dichiarata santa

La beatificazione di Gianna Beretta Molla avviene il 24 aprile 1994, ad opera di san Giovanni Paolo II, che la definisce “donna d’eroico amore”. Contemporaneamente il Santo Padre polemizza sul consorzio civile contemporaneo, a proposito del divorzio e dell’aborto.
Il 16 maggio 2004 la beata è dichiarata Santa Gianna Beretta Molla, malgrado le critiche in quel decennio da parte della società italiana. Giovanni Paolo II si schiera del tutto a favore del diritto alla vita del nascituro: dal Medioevo tra le sante cattoliche era assente una madre di famiglia.

Apprezzabili furono le parole di San Giovanni Paolo II, nell’interpretazione dell’eroico gesto di donazione: “Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso. Possa la nostra epoca riscoprire attraverso l’esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell’amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!”.

                                                                                                                        Anna Bella

 

Print Friendly, PDF & Email