Il vino e gli italiani / Ecco #VinoDentro, “corso per la crescita culturale del consumatore”

L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per una vastità di prodotti enogastronomici che non ha eguali con nessun altro paese. Continua ad essere il primo produttore di vini al mondo con 42,5 milioni di ettolitri e si stima che – secondo i dati 2019 di Federvini – circa il 50% del nostro vino venga esportato in altri paesi. Dopo L’Italia troviamo la Francia, poi la Spagna. Il primo produttore di uva al mondo non è però uno di quelli che ci si aspetta: la Cina con 13,7 milioni di tonnellate nel 2017 è risultata il primo produttore al mondo di uva (19% della produzione mondiale). Ma questo è un altro discorso.
Gli italiani e i consumi. Secondo il rapporto dell’Istat sul consumo di vino in Italia, nel 2019 il 54,2 % della popolazione ha bevuto almeno un calice di vino. I numeri confermano il trend crescente che riguarda la percentuale di giovani che si affaccia al mondo del vino. Nel 2019 la porzione dei 18-19enni che ha almeno una volta bevuto vino è cresciuta al suo massimo storico, cioè ha toccato il 37%. Leggere i dati ci permette di analizzare i consumi ma anche di intravedere una nuova consapevolezza del consumatore.
Da oggi il vino non ha più barriere. Su internet si trovano una quantità di informazioni ben precise e aggiornate sui disciplinari di produzione dei vini, sulla conduzione della vigna, mini-guide per una degustazione base, naturalmente si possono riscontrare anche informazioni inesatte e non aggiornate. Molto “cliccati” dagli appassionati i portali Lavinium e Quattrocalici. Il sapere del vino viene poi diffuso per le professionalità che lavorano in questo settore dalle associazioni di categorie come L’Associazione italiana sommelier, la Federazione italiana sommelier o la Fisar, le università e altri enti. Esistono però anche dei corsi basi per chi desidera approcciarsi con questo mondo. Da poco, infatti, l’Organizzazione nazionale assaggiatori vino (Onav) ha lanciato un primo corso di conoscenza enologica esclusivamente in modalità on line: si chiama #VinoDentro.
Conoscenza genera passione. “Questa idea nasce per contribuire alla crescita culturale del consumatore, ancora mediamente bassa nonostante l’Italia sia il primo paese produttore al mondo – ha affermato il presidente Vito Intini. La nostra Organizzazione, la prima ad essere costituita in Italia circa 70 anni fa ed ancora oggi statutariamente senza scopo di lucro, crede che, incrementando la conoscenza si possa dare nuovo impulso a tutto il settore”. Per conoscere altri dettagli sul corso basta collegarsi al sito ufficiale dell’organizzazione www.onav.it/corsi/vinodentro.
In famiglia si impara a bere responsabilmente. Il nome #VinoDentro, spiegano i promotori del corso, “nasce dalla consapevolezza che il vino è dentro di noi italiani perché fa parte della nostra cultura.” Torniamo ai dati dell’Istat 2019. A crescere non è solo la fascia dei 18-19enni: le fasce 18-24 anni sono in progresso, a compensare un leggero calo della penetrazione nelle fasce tra 25 e 54 anni. Di certo guardando i dati in prospettiva decennale i numeri sono chiari: tra il 2009 e il 2019 i consumatori di vino di 18-19 sono il 4% in più della popolazione, quelli tra 20 e 24 anni sono il 7% in più, mentre soltanto tra 45 e 59 anni si verifica un calo. Come se ci fosse stato un buco generazionale che non è recuperato. È possibile dedurre che questi giovani hanno imparato a bere del buon vino in famiglia: nelle serate della movida, si sa, si preferisce il cocktail o al massimo della birra!
Più qualità che quantità. Alla fine il numero dei consumatori potrà anche scendere – ci auguriamo naturalmente che questo non accada e che il 2021 possa segnare una rinascita dopo la flessione dell’anno in corso a causa della pandemia. Però è di gran lunga più importante la consapevolezza del bere. I numeri ci dicono che la strada è quella giusta. Le iniziative non mancano e quella dell’Onav è solo l’ultima. Il vino è un tassello della cultura made in Italy. Uno dei prodotti di nicchia. Vorrei affidarmi, allora, per concludere questo articolo ai versi di due poeti. Il primo è Orazio il quale ha detto “Ora bisogna bere, ora bisogna far risuonare la terra con libero piede”. Uno dei motivi del bere, forse il più eloquente, sembra averlo individuato millenovecento anni dopo Ernest Hemingway: “Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo”.

Domenico Strano

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