Parrocchie / “Con Vito e Maria”, giovani in pellegrinaggio da Macchia a Vena e Castiglione

“Con Vito a Maria”: racconti di viaggio dal cammino del Gruppo Giovani della Parrocchia “Maria SS. della Provvidenza” di Macchia di Giarre, racconti scritti da una giovane del Gruppo.

30 agosto – 1° settembre 2019

“Con Vito a Maria” è il tema del cammino spirituale intrapreso dal Gruppo Giovani della Parrocchia “Maria SS. della Provvidenza” di Macchia di Giarre che, dal 30 agosto al 1° settembre, ci ha portati a percorrere, zaino in spalla, un itinerario a tappe fino a Castiglione di Sicilia. Guidati dal Vicario parrocchiale Don Maurizio Guarrera, la prima giornata di cammino ha preso il via da Macchia di Giarre e, dopo una prima sosta presso la parrocchia “Maria SS. Assunta” di Puntalazzo, si è conclusa al Santuario “S. Maria della Vena”. L’itinerario del secondo giorno ha toccato anch’esso due tappe: il centro sociale “San Giovanni Bosco” di Linguaglossa e, infine, come punto d’arrivo, la Basilica “Maria SS. della Catena” di Castiglione di Sicilia.

I quasi 40 chilometri del percorso ci hanno instradati alla “ricerca dell’Amato” come destinazione ultima da raggiungere, passo dopo passo, salita dopo salita.

Durante le ore di viaggio, tra il frusciare delle foglie, lo scricchiolare dei ciottoli e l’abbraccio avvolgente della natura, abbiamo condiviso, con entusiasmo, l’irrequietezza felice di chi cerca Gesù nel cuore degli altri.

Nell’attenzione a percepire nel proprio vicino qualsivoglia segno di stanchezza e di cedimento, ci siamo incontrati nelle nostre più intime incertezze. Nei momenti di scherzosa vivacità, abbiamo compreso l’importanza delle premure vicendevoli, curandoci che nessuno venisse lasciato indietro, credendosi troppo stanco o inadeguato a percorrere una strada ripida e, a tratti, estenuante. Collina dopo collina, ci siamo scoperti in grado di sostenere reciprocamente i nostri pesanti bagagli come metafora della capacità di sorreggere, rendendoli più leggeri, i pesi gli uni degli altri.

Camminare insieme significa sincronizzare i passi ed i respiri per affrontare le salite che le strade della vita ci mettono dinnanzi: le stesse salite che ognuno di noi, da solo, sarebbe in grado di percorrere, abbassando la testa e raggiungendo un fragile equilibrio che non consenta di guardare oltre le punte dei propri piedi. A discapito del paesaggio, della meraviglia e dello stupore che solo il cogliere i dettagli di ciò che ci circonda è in grado di regalare.

Attraverso la metafora fisica della fatica e della ricerca dell’essenziale, abbandonate le comodità del quotidiano, abbiamo condiviso una strada, tracciata dentro ognuno di noi, alla ricerca di quell’approdo dove Dio ci aspetta, oltre gli stenti, in attesa che anche le nostre ultime barricate cedano e che le nostre estreme resistenze si arrendano.

Attraverso la scelta della via da percorrere, bivio dopo bivio, abbiamo scoperto che se ci siamo noi, incerti, incompleti, incoerenti, contraddittori, in bilico tra le scelte delle nostre vite, insolenti – ed a volte indolenti -, c’è Gesù che ci prende a bottega e ci insegna l’arte del dono e della disponibilità.

Attraverso i momenti di più esuberante allegria, abbiamo imparato che gli altri ci appartengono e per questo, senza sceglierci, ci siamo cercati, dovunque, lungo le strade della nostra vita, come cercatori di tesori.

Giulia Guarrera