Rifiuti / Cosa sta accadendo alla discarica di Misterbianco?

Una nuova ondata di rifiuti travolge la discarica Valanghe d’Inverno di Misterbianco, in Sicilia. Dalle valanghe “d’inferno” agli tsunami di rifiuti: il territorio di Misterbianco cerca uno sbocco rispetto ad un tema da decenni oggetto di controversie. Ubicata a ridosso del confine tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, da settembre la discarica si abbanca di nuove tonnellate di rifiuti, aggravando il nodo dello smaltimento. La città di Misterbianco, con la nuova amministrazione Corsaro, traccia una via per attutire l’imperversare di rifiuti nelle vie urbane. Il sindaco invita al senso civico: “differenziamo il più possibile”.

Un passo indietro: un territorio sventrato

Tiritì e Valanghe d’Inverno. Le due “macchie” inquinanti campeggiano da decenni nel territorio collinare di Sieli a meno di 500 metri da Misterbianco e poco più da Motta Sant’Anastasia. Meno di quanto consentito legalmente. Le conseguenze dell’accentramento di tonnellate di rifiuti sono state da anni evidenziate dai cittadini affaccianti sulla distesa di rifiuti. Crescita di tumori nelle aree limitrofe, aria nauseabonda e irrespirabile, contaminazione delle falde acquifere, compromissione di un sito naturalistico e archeologico.

Le mobilitazioni e le controversie giudiziarie

Nonostante il malcontento degli abitanti, nel 2009 la giunta Lombardo ha approvato l’ampliamento della discarica di Tiritì. Da allora si è azionata una macchina di proteste portata avanti strenuamente dal Comitato No discarica di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Anni di battaglie, segnalazioni, interviste televisive hanno prodotto risultati non ancora risolutivi. Ottenuto il commissariamento nel dicembre 2019 dalla prefettura di Catania, illeciti e relazioni opache, vicende giudiziarie, conflitti d’interesse hanno infittito la già gravosa problematica sul piano etico e ambientale.

Basti pensare alla Oikos spa, azienda proprietaria delle discariche, al centro dell’inchiesta Terra mia apertasi nel 2011, che ha portato alla condanna del titolare Mimmo Proto nel 2014. O alla chiusura della discarica in contrada Tiritì, alla logorante attesa dei cittadini nei confronti del Tar in merito al blocco delle autorizzazioni concesse ad Oikos e alla bonifica ambientale dei luoghi inquinati.

Situazione fuori controllo: la Regione pende ancora dalla Oikos

La chiusura della Sicula Trasporti di Lentini, dal 31 marzo di quest’anno per saturazione, ha indotto il governo regionale a dirottare per la durata di sessanta giorni (secondo quanto annunciato inizialmente), i rifiuti del ciclo lentinese alla Oikos spa. La stessa ditta proprietaria della discarica tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Domenico Proto, titolare, si era infatti dichiarato disponibile a fine settembre, in una nota inviata al presidente di Regione Nello Musumeci, ad accogliere 700 tonnellate a settimana provenienti dalla Sicula Trasporti.

Quel tempo annunciato non si è rivelato sufficiente. L’assessora Daniela Baglieri richiede una proroga del trasferimento necessaria per fronteggiare l’”emergenza rifiuti”, data la difficoltà espressa unanimemente dalle Srr Catania Metropolitana, Catania Provincia Nord e Siracusa. In via straordinaria, si chiede ai gestori degli impianti di proseguire con i conferimenti a Siculiana (AG), Motta Sant’Anastasia (Ct) e Gela (CL).

Tra propositi e limiti: puntare alla differenziata

Il nodo cruciale resta ancora lo smaltimento dell’indifferenziata in Sicilia. Il governatore Musumeci ambirebbe a fissare un massimale del 35 per cento di rifiuti indifferenziati da confluire in una piattaforma logistica centralizzata. Invierebbe il rimanente fuori dall’isola. Tale misura incentiverebbe la raccolta differenziata, oggi al 29,53 per cento secondo l’Arpa (annuario dei dati ambientali), equivalente ad oltre 680mila tonnellate di rifiuti urbani, ed eviterebbe l’incremento della Tari per i cittadini.

Già a settembre il presidente aveva annunciato l’estirpazione della piaga delle discariche, soprattutto gestite dai privati. A salvare la situazione sarebbe stata la realizzazione di un termovalorizzatore che incenerirebbe rifiuti non differenziabili, producendo energia. Spingere sulla differenziata, ancora diffusa a macchia di leopardo, è la via virtuosa proposta dal governo siciliano. Ma attualmente il dilemma rimangono le grandi città dell’isola, come Palermo, Catania e Messina. Catania tenta una fase di transizione annunciata dal primo cittadino Salvo Pogliese. Questa prevede in primis la conversione alla differenziata nei singoli quartieri come argine al dilagare dei rifiuti.

Misterbianco tenta una svolta

Anche il comune di Misterbianco si orienta verso la promozione della nettezza urbana. Lo fa attraverso la sorveglianza in piazze e strade, per evitare lo scarico abusivo dei rifiuti e il potenziamento della differenziata. Lo aveva già annunciato in campagna elettorale il neosindaco eletto Marco Corsaro, insediatosi il 24 ottobre scorso. Tra i progetti da questi annunciati per riqualificare il comune di Misterbianco, anche il rilancio del decoro urbano.

Il sindaco ha sottolineato la volontà di rispettare l’impegno preso di pulizia e bonifica del paese, di mobilitare mezzi e uomini nelle aree del centro e dei quartieri. Lo schieramento della videosorveglianza reso operativo permette di individuare i trasgressori. Così da multare chiunque depositi microdiscariche ai margini delle strade urbane. Anche la zona di Montepalma, situata nel confine tra Catania e Misterbianco, che ospitava in via Milano un micro deposito di rifiuti, è stata ripulita e recentemente sottoposta alla videosorveglianza grazie alla quale saranno punibili gli atti di inciviltà.

Agire su due fronti

Dinanzi alla piaga dei rifiuti il sindaco ha posto l’accento sulla bipartizione del problema: uno, dichiara, è di competenza regionale, l’altro locale. “Dal punto di vista regionale manca una riforma dei rifiuti e le discariche sono al collasso coi rifiuti in giro per tutta la Sicilia. La Regione, però, ha avviato un percorso per i termovalorizzatori. Noi istituiremo una commissione ad hoc per la questione discarica. Lo avevamo già chiesto quando eravamo all’opposizione, ma ce l’hanno rifiutato”. A livello locale, l’obiettivo prefissato è fare leva affinchè la raccolta differenziata aumenti del 20%.

Graziana Caruso

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