Santa Venera 2021 / Bilancio della festa in tempo di pandemia

Anche in questo 2021 i festeggiamenti di Santa Venera, patrona della città e della diocesi di Acireale, saranno ricordati per le pesanti limitazioni dovute al persistere dell’emergenza pandemica. La festa cittadina estiva, tanto attesa dagli acesi, è stata, comunque, incentrata soprattutto sulla dimensione della preghiera con un programma ricco anche di diversi momenti dedicati alla cultura. Alla fine, nonostante tutto, viva soddisfazione può essere espressa per quanto si è potuto realizzare e per la sentita partecipazione dei fedeli.

Festeggiamenti in tempo di Covid-19. Mortificate espressione di pietà popolare

L’attuale situazione che viviamo ha certamente mortificato, tra molte attività, anche queste genuine espressioni della pietà popolare. Per diversi aspetti, però, la pandemia ha valorizzato ancor più tradizioni date per scontate o stantie.

Molti che snobbavano la pietas del popolo hanno accusato un triste vuoto, riscoprendo il fascino di antiche processioni, emozioni e voci”. A parlare è Salvo Iannuli, vicepresidente della deputazione della reale cappella di Santa Venera, l’organo preposto alla organizzazione dei festeggiamenti. “Così a noi è accaduto per la festività della Santa Patrona Venera. Abbiamo, quindi, appreso ancor più che la spiritualità passa attraverso questa festa, intrisa di arte, fede, cultura. E dobbiamo riconoscere che è una grande ricchezza del nostro popolo e un tesoro prezioso per la Santa Chiesa di Acireale”.

Santa Venera 2021 / Festa, espressione di gioia vera perchè si fonda in Cristo Gesù

Festa vuol dire gioia. Precisa, a tal proposito, don Mario Fresta, arciprete-parroco della Basilica-Cattedrale di Acireale (che insieme al vescovo di Acireale ha operato in sinergia con la deputazione al fine della buona riuscita dei festeggiamenti): “La nostra gioia non è effimera perchè si fonda su Gesù Cristo, che è la gioia vera: la gioia della Risurrezione. Risurrezione che speriamo in ogni ambito della nostra vita, cittadina ed ecclesiale”.

La sera del 26 luglio, data l’impossibilità di svolgere la tradizionale processione esterna del prezioso simulacro della Santa Patrona, in piazza Duomo si è celebrato il solenne pontificale, presieduto dall’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, concelebranti mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, il card. Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, e diversi sacerdoti diocesani. Solo quattrocento persone hanno hanno avuto accesso alla piazza.

Gestione più complessa. Problemi superati con lavoro di squadra

Abbiamo sentito anche la presidente della Deputazione della reale cappella di Santa Venera, Simona Postiglione: “Questo è stato un anno complesso sotto tanti punti di vista, a partire dalle relazioni sociali, le modalità con cui si sono svolte le attività lavorative, le semplici abitudini della vita quotidiana, in quanto la pandemia ha modificato la fisionomia della nostra vita, modificando di conseguenza anche la fisionomia dei festeggiamenti legati a Santa Venera con tutte le restrizioni avute

A conclusione posso affermare che la gestione della festa di Santa Venera a tempo di COVID, da parte di noi deputati, è stata molto più complessa, in conseguenza delle serrate disposizioni di sicurezza, sopraggiunte a ridosso dei festeggiamenti. Questa, tra l’altro, è stata la mia prima festa di luglio come presidente e non posso che sentirmi onorata di far parte della deputazione e oggi di avere questo incarico, che spero di portare avanti sempre con lo stesso entusiasmo di adesso. Fondamentale è stato il lavoro di squadra con gli altri componenti e il Cappellano, con i quali ho lavorato con impegno e sinergia. L’augurio è che si possa tornare presto alla normalità e che si possa onorare con maggiore serenità la Santa Patrona”.

Guido Leonardi

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