Sono dichiarazioni pensanti quelle pronunciate da Joe Kent contro Trump, secondo cui l’amministrazione USA stia muovendo guerra all’Iran sotto forti pressioni di Israele. Se le dichiarazioni pronunciate dal capo dell’antiterrorismo — ora ex — si dimostrassero vere, dimostrerebbero il grande ruolo che svolge Israele nell’influenzare la politica estera statunitense.
Joe Kent / L’Iran non costituiva una minaccia per USA
Perché questa dichiarazione non è del tutto infondata
Le dichiarazioni di Kent secondo cui l‘Iran non costituiva una minaccia tale da giustificare un intervento statunitense non sono del tutto infondate, dato che tutt’ora non è ancora noto quali siano le reali motivazioni degli USA nel proseguire una guerra di tale portata, contro l’Iran. Mentre se per Israele le motivazioni sono abbastanza chiare, ossia quello dell’annientamento o indebolimento del principale nemico che ha sempre avuto, per gli Stati Uniti la situazione è più complessa.
Se non all’inizio della guerra, non si parla più di regime change (l’intenzione di portare l’Iran verso un cambio di regime, da quello dei Pasdaran a uno più vicino agli interessi statunitensi). La principale giustificazione portata avanti dall’amministrazione Trump è quella secondo l’Iran è sempre più vicina alla costruzione di una bomba atomica. Secondo diverse fonti l’Iran sarebbe arrivata ad accumulare 440 kg di Uranio arricchito al 60%; è indispensabile portare l’uranio a un livello di arricchimento almeno al 90% per poter costruire una bomba atomica.
Tuttavia, i lavori di accumulazione e di arricchimento dell’Uranio da parte dell’Iran hanno visto un periodo molto lungo di ricerca e lavoro. Sono passati quasi due decenni da quando l’Iran ha incominciato ad accumulare Uranio arricchito e a lavoralo. La possibilità che L’Iran riuscisse a costruire diverse testate nucleare in tempi brevi è smentito anche da diverse fonti scientifiche internazionali. Di conseguenza, risulta difficilmente sostenibile che il programma atomico iraniano costituisca una giustificazione per una guerra di tale portata.
Cosa dice Kent nelle sua lettera di dimissioni, accusa Trump di essere stato spinto da Israele verso la guerra.
Joe Kent in un post su X aveva accusato Trump di essere stato spinto da Israele verso la guerra e dalla sua “potente lobby americana“. Affermando prima che l’Iran “non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese“. Non sarebbe la prima volta che gli Stati Uniti sono influenzati dalla lobby israeliana. E’ già successo con la guerra in Iraq, dice Kent. L’ex direttore all’anti terrorismo preme Trump affinché gli Stati Uniti escano dal conflitto prima che sia troppo tardi, per non commettere lo stesso errore del 2003. Il 17 marzo invia la lettera a Donald Trump. Il suo mancato sostegno alla guerra in Iran è la principale motivazione delle sue dimissioni.

La lettera di dimissioni di Joe Kent
Presidente Trump,
Dopo molte riflessioni, ho deciso di dimettermi dalla mia posizione di Direttore del Centro Nazionale antiterrorismo, con effetto immediato. Non posso, in coscienza, sostenere la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava alcuna minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana.
Sostengo i valori e le politiche estere su cui ha costruito le sue campagne elettorali del 2016, 2020 e 2024, e che ha messo in atto durante il suo primo mandato. Fino a giugno 2025, lei aveva compreso che le guerre in Medio Oriente erano una trappola che sottraeva all’America le vite dei nostri patrioti e prosciugava la ricchezza e la prosperità della nostra nazione. Durante la sua prima amministrazione, lei ha dimostrato meglio di qualsiasi Presidente moderno come applicare con decisione la forza militare senza trascinarci in guerre infinite. Lo ha dimostrato uccidendo Qasem Soleimani e sconfiggendo l’ISIS.
All’inizio di questa amministrazione, alti funzionari israeliani e membri influenti dei media americani hanno messo in atto una campagna di disinformazione che ha completamente minato la sua piattaforma “America First” e alimentato sentimenti favorevoli alla guerra per incoraggiare un conflitto con l’Iran. Questa “camera dell’eco” è stata usata per ingannarla facendole credere che l’Iran rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che si dovesse colpire subito, quando invece esisteva una chiara strada verso una rapida vittoria. Questa era una menzogna ed è la stessa tattica che gli israeliani usarono per trascinarci nel disastroso conflitto in Iraq, che è costato alla nostra nazione la vita di migliaia dei nostri uomini e donne migliori. Non possiamo permetterci di commettere di nuovo questo errore.
Come veterano che ha prestato servizio per combattere l’11 settembre e come Gold Star husband che ha perso sua moglie Shannon in una guerra costruita da Israele, non posso sostenere l’invio di una nuova generazione a combattere e morire in una guerra che non porta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo in vite umane. Spero che lei rifletta su ciò che stiamo facendo in Iran e su per chi lo stiamo facendo. Il tempo per agire è ora. Può invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure può permetterci di scivolare ulteriormente verso il declino e il caos. Lei ha le carte in mano.
È stato un onore servire nella sua amministrazione e servire la nostra grande nazione.
Joe Kent
Direttore, Centro nazionale antiterrorismo
Joe Kent sulla guerra in Iran / Le parole di Trump e dei principali giornali USA
Donald Trump minimizza le parole dell’ex direttore, e dice che Kent “Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza“. Nelle parole della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dice che nelle dichiarazioni di Kent ci sono molte false informazioni. Secondo fonti del New York Times ora sarebbe indagato dall’FBI per aver diffuso materiale riservato. Per il Guardian le indagini sono iniziate prima del 17 marzo, quando Kent si è dimesso dal suo ruolo.
Giorgio Trombetta
