Tratta e schiavitù / Informati o complici oggi?

Tratta e schiavitù impongono una scelta di campo: informati o complici? Solo documentandosi e informandosi, infatti, è possibile imparare a prevenire simili violazioni dei diritti umani.

Questa la necessaria constatazione che ha fatto da sfondo la scorsa domenica 7 febbraio, nella Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” di Acireale, alla Giornata Mondiale di Preghiera e riflessione contro la tratta. E’ stata la Santa Messa a inaugurare questo importante appuntamento di riflessione di richiamo internazionale, organizzato dalla comunità parrocchiale e guidata dal parroco Gabriele Patanè. A unirsi alla giornata, la Famiglia Canossiana, la Comunità Giovanni XXIII e l’ufficio Migrantes della Diocesi di Acireale, diretto da don Lucio Cannavò, con la presenza, inoltre, della Fraternità “Santa Maria degli Angeli” di Noto, con fra Bernardo e gli altri fratelli dell’eremo francescano.

Tratta e schiavitù / Informati o complici oggi? Insieme per pregare

Una celebrazione che è stata voluta in memoria di Santa Giuseppina Bakhita, il cui nome in arabo significa “fortunata”. Proprio nei giorni in cui, nel vicino comune di Riposto, veniva inaugurato un centro d’ascolto in suo nome. Una schiava venduta più volte, comprata nella capitale sudanese dal console italiano Legnani, con l’intenzione di restituirle la libertà, divenuta santa e canonizzata nel 2000 da Giovanni Paolo II. Ancora oggi, pur essendo passati tanti anni dalla sua morte, si parla di schiavitù esistenti e mortificanti. Ci sono schiavitù, è stato detto, tanto evidenti come la prostituzione, lo sfruttamento minorile, il traffico di organi. Ma ci sono anche altre forme di schiavitù meno evidenti, potremmo dire più nascoste, che lasciano poco spazio a Dio. Un incontro di preghiera importante, perché ha visto la partecipazione di diverse comunità di credenti uniti tutte insieme soprattutto per pregare.

Superare il buio della vita

Nell’omelia tenuta dal fratello Leonardo dell’eremo di Santa Maria degli Angeli, si è sottolineata l’importanza del fare memoria, di quel buio, che, anche oggi, tocca anche la nostra vita, così come è entrato nella casa di Bakhita. Tratta schiavitù giornata mondiale Informati o compliciLei che è divenuta da persona salvata a testimone di salvezza. Quella di Bakhita è una vita difficile, a lei si chiede intercessione, perché ogni giorno Gesù entri nel nostro quotidiano e ci prenda per mano. Dio, è stato ricordato, è interessato alle nostre quotidianità, cerca la nostra vita e ci solleva. Anche oggi purtroppo sono migliaia le persone sfruttate, abusate, emarginate che subiscono umiliazioni, sofferenze come quelle di Suor Bakhita.

Tratta e schiavitù / Informati o complici oggi? Superare l’indifferenza

Toccante il messaggio letto durante l’omelia, nel quale il frate predicatore Leonardo ha riportato la testimonianza di un magistrato. In particolare, una giudice che si occupa di tratta, che così definisce in un messaggio di poche parole cosa sia la tratta: “la tratta non è altro che una ragazzina di quindici anni che si prostituisce di notte per 15 euro a rapporto”. Sono gli occhi di questa ragazzina che ci devono, in un certo qual modo, tenere svegli la notte, per fare tutto ciò che possiamo fare, per combattere questo fenomeno. Informarsi è già un passo. Chiaro, quindi, il messaggio fondamentale: informarsi e non restare indifferenti. E’ il minimo che si possa fare per non essere insensibili alla violazione quotidiana della dignità umana.

Raffaele Finocchiaro

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