Diocesi / I dieci anni di ministero episcopale del vescovo Raspanti

Il prossimo 1° ottobre la Diocesi di Acireale ricorderà un importante anniversario: i dieci anni di ordinazione episcopale del suo vescovo, mons. Antonino Raspanti (2011-2021).
“Insieme al nostro pastore lodiamo e ringraziamo il Signore per il dono dell’episcopato che gli è stato conferito dieci anni fa. E allo stesso tempo sentiamo l’esigenza di ringraziare e manifestare il nostro affetto al Vescovo Antonino per il ministero svolto tra noi”.  Così il vicario generale mons. Giovanni Mammino in un messaggio indirizzato alla comunità diocesana.

Come previsto nel Codice di diritto canonico: «I Vescovi, che per divina istituzione sono successori degli apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perché siano anch’essi maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo» (Can. 375).vescovo mons. Raspanti

A caratterizzare la figura del vescovo, sull’esempio di Cristo, è quindi un triplice “munus”: insegnare, santificare e governare.
Il munus docendi è l’ufficio di insegnare: il vescovo è il maestro nella fede del popolo di Dio a lui affidato. Ha la funzione di insegnare con autorità la dottrina rivelata da Dio.
Munus sanctificandi è  l’ufficio di santificare: presiedendo la celebrazione dei sacramenti, è strumento di Dio per la santificazione del suo popolo. E’ suo compito e responsabilità amministrare il sacramento dell’Ordine sacro per la consacrazione di diaconi, presbiteri, vescovi.
Il munus regendi è l’ufficio di governare: il vescovo è il responsabile dell’attività pastorale della comunità diocesana, il primo dei servitori del popolo di Dio e quindi del regno di Dio.

Il carisma sociale del vescovo Raspanti

Nominato il 26 luglio 2011 da Papa Benedetto XVI undicesimo vescovo della diocesi acese, mons. Raspanti (Alcamo, 1959) sul modello di San Francesco di Sales, da cui riprende il suo motto episcopale Humilitas ac dulcedo, è senz’altro un vescovo dal forte carisma sociale.
In questi dieci anni, infatti, pur tra inevitabili difficoltà, ha portato avanti diversi progetti in campo sociale e culturale. Tra gli altri ricordiamo: Policoro, Cortile dei Gentili, Fondazione città del fanciullo.

Particolare impulso ha dato anche alle attività della Caritas diocesana e all’ufficio della Pastorale diocesana per le comunicazioni sociali. Sotto la guida di mons. Raspanti la diocesi di Acireale,  in quest’ultimo difficile periodo di emergenza pandemica, si è posta al servizio dei più bisognosi.
Sempre sensibile alle problematiche sociali e del lavoro, il vescovo è stato anche vicino alle comunità che hanno sofferto le conseguenze di alcune calamità naturali. Ricordiamo la tromba d’aria del 4 novembre 2014 e il terremoto del 26 dicembre 2018, dove fu tra i primi ad accorrere per soccorrere le popolazioni.

Nel corso del suo ministero episcopale la diocesi di Acireale ha avuto anche la gioia di organizzare la cerimonia di beatificazione di frà Gabriele Maria Allegra OFM, avvenuta ad Acireale il 29 settembre 2012. Ha vissuto l’Anno della Fede, indetto dal Santo Padre Benedetto XVI per il 2013, e l’Anno Santo straordinario della Misericordia nel 2015-2016.mons.Raspanti

I numerosi incarichi del vescovo Raspanti

In seno alla Conferenza episcopale siciliana mons. Raspanti è stato dal 2013 al 2017 vescovo delegato per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. Dal 2018 è delegato per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport, settore in cui ha promosso diverse attività, rivolte anche ai giovani. Tra le tante, spicca una realtà all’avanguardia a livello nazionale, il Parco culturale ecclesiale “Terre dell’Etna e dell’Alcantara”.

Non stupisce, quindi, che abbia ricevuto attestazioni di stima ed apprezzamento oltre i confini della nostra diocesi. E’ stato vice presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015, e successivamente designato  presidente della Commissione episcopale nazionale per la cultura e le comunicazioni sociali e membro del Consiglio permanente della CEI.

Dal 25 maggio 2017 è vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana per il Sud Italia. Tra il 2015 e il 2016 ha dovuto anche disimpegnare il delicato incarico di Amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, resasi vacante per le improvvise dimissioni di mons. Calogero La Piana.

In ambito culturale ricordiamo che dal 2016 è vice presidente della Consulta scientifica del “Cortile dei gentili”. E’ stato Coordinatore del Comitato scientifico “Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo”, fortemente voluto da Papa Francesco, che si è tenuto a Bari nel febbraio 2020. Inoltre è stato nominato membro del Pontificio Consiglio della Cultura per il quinquennio 2019-2024.

Guido Leonardi

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