Ucraina / Pira: una guerra assurda condita da disinformazione

Riportiamo la riflessione del prof Francesco Pira riguardo la guerra in Ucraina, che porta con sé anche una non indifferente dose di disinformazione. 

In questi ultimi giorni sta circolando una notizia che ancora una volta fa riflettere l’opinione pubblica sul comportamento del leader russo Vladimir Putin. Sappiamo che da mesi è iniziato il conflitto russo-ucraino e pare che Putin stia perdendo il controllo del Paese. I militari continuano a ripetere al loro Presidente che la guerra è ormai persa. Putin ha anche incontrato la governatrice della Banca Centrale russa, Elvira Nabiullina, che ha tentato, senza successo, di dimettersi. Un’altra importante personalità sta cercando di lasciare il suo posto, Mikhail Mishustin, che avrebbe dovuto riorganizzare l’economia nazionale.

Ucraina / La propaganda, protagonista della guerra

Intanto, un report parla di 59.400 caduti, numeri che sicuramente aumenteranno. Proprio per questo serve reclutare nuovi soldati. Una chiamata alle armi continua, ma la gente non intende arruolarsi e sta scappando dalla Russia. Infatti, è in corso una mobilitazione da parte della popolazione che si fa sempre più insistente. Le compagnie aeree russe non vendono i biglietti agli uomini di età compresa fra i 18 e i 65 anni, rendendo di fatto gli uomini prigionieri del Paese. Uno scenario di forte criticità, ma che la propaganda cerca di nascondere e celare. Putin non si arrende e continua a veicolare messaggi che vedono la Russia in grande vantaggio rispetto all’Ucraina.

Purtroppo, la propaganda rimane la protagonista di questa guerra ed io mi sono occupato, in diverse occasioni, della comunicazione politica della Russa e dell’Ucraina. Nella narrazione dei fatti a mancare è la verità e lo dimostra il referendum che prenderà il via il 23 settembre nel Donbass. Un referendum che si svolgerà in quattro mosse: propaganda, intimidazione, manipolazione del voto, proclamazione dell’annessione. Diversi documenti ottenuti da Avvenire, riportati nell’articolo di Nello Scavo, evidenziano come il Cremlino manipolerà l’opinione pubblica con lo scopo di ottenere ampio consenso popolare. Naturalmente, le persone sono confuse e destabilizzate dall’assoluta disinformazione.

Ucraina / Pira: una guerra fatta di propaganda e disinformazione

A chiarire la situazione, e il clima di propaganda, ci hanno pensato  Francesco Bigazzi, Dario Fertilio e Luigi Sergio Germani attraverso il loro libro “La disinformazione russa dall’Unione Sovietica all’Ucraina”. Il volume inizia il suo racconto già dalla sua copertina, che raffigura la ragazzina simbolo della guerra in Ucraina. Immortalata dal padre fotografo il 22 febbraio scorso – cioè due giorni prima dell’inizio della guerra – con il lecca lecca e il fucile in mano, in attesa dell’invasore russo come fosse una vedetta. Tra i suoi capelli si notano le trecce giallo blu, i colori dell’Ucraina, ed è diventata un simbolo della resistenza contro l’invasione russa di Vladimir Putin.

In molti si sono chiesti se si trattasse di una vera e propria soldatessa o di una messinscena. La foto simbolo è stata condivisa sui social e da diversi media, ma non tutti hanno raccontato con chiarezza la sua vera storia. L’autore, il padre della bambina, spiega che la foto è una messinscena e che è stata scattata il 22 febbraio 2022, due giorni prima dell’invasione di Vladimir Putin in Ucraina. Non risulta, dunque, che questa bambina sia stata realmente armata per difendere l’Ucraina. Questo è un esempio degli effetti della disinformazione. Anche quando si utilizza lo strumento della provocazione per attirare l’attenzione su un tema controverso la logica dell’algoritmo strumentalizza e distorce.

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Ucraina / Pira: una guerra assurda condita da disinformazione

Media Development Foundation MDF ha raccolto e ottenuto i propri dati selezionando media mainstream e tabloid, notizie giornaliere in prima serata e programmi analitici settimanali su quattro canali televisivi, Talk-show di cinque canali televisivi, quattro quotidiani e poi media online. Attraverso lo strumento di analisi CrowdTangle ha monitorato pagine Facebook e i gruppi antiliberali e pro Cremlino. Inoltre i contenuti falsi o manipolativi sono stati verificati tramite il portale di fact-checking di Mdf, Myth Detector. Ogni nazione ha espresso la sua posizione nei confronti della Russia e dell’Ucraina.

Una posizione particolare è quella assunta dall’Armenia. L’Armenia è stata l’unica in seno al Consiglio d’Europa a sostenere il suo alleato strategico e principale garante della sicurezza. Votando contro la sospensione della sua rappresentanza all’interno del Consiglio stesso. Nonostante ciò, in due votazioni più recenti in seno alle Nazioni Unite, per sospendere la Russia dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e condannare l’invasione, l’Armenia si è astenuta.

Essa è diventata ancora più dipendente dalla Russia dopo la seconda guerra del Nagorno-Karabakh. Conclusasi con la mediazione russa e il dispiegamento di oltre 2.000 forze di pace russe nell’area. Pertanto, le parti del Nagorno-Karabakh controllate dall’Armenia sembrano essere de facto sotto il controllo della Russia. Il numero delle truppe russe in Armenia ha raggiunto circa le 10.000 unità con una base militare permanente a Gyumri, un aeroporto militare a Yerevan, nonché altre posizioni strategiche minori. Le truppe russe controllano anche il confine tra Armenia e Turchia.

Ucraina / La condanna alla guerra di Papa Francesco

Giragosian, direttore del Centro di studi regionali, pensa che probabilmente la Russia inizierà a chiedere un maggiore sostegno e una lealtà più aperta. Quindi, la posizione dell’Armenia risulta essere decisamente diversa da quella di altre nazioni per motivi diversi che affondano le loro radici nel passato. In tutto questo a pagare sono i bambini. Papa Francesco sta pregando incessantemente per le madri in fuga dalle guerre e per i loro bambini e continua ad invocare la fine di questo conflitto.

Bergoglio durante l’evento: “The Economy of Francesco” che si è svolto recentemente ad Assisi, davanti a mille giovani economisti, imprenditori e studiosi, è tornato a parlare della crisi internazionale e ha detto: “Riuscite a sentire? È il grido della nostra umanità, guerre e attacchi terroristici, persecuzioni razziali e religiose, conflitti violenti. Situazioni che sono diventate così comuni da costituire una terza guerra mondiale combattuta in modo frammentato. Le persone però vogliono la pace, vogliono vedere riconosciuti i propri diritti umani e la dignità. Per questo dobbiamo promuovere la cooperazione”.

Il Pontefice non ha mai smesso di condannare la follia della guerra e la pazzia di quanti riescono solo ad immaginare l’utilizzo di armi nucleari. Insomma, una guerra fatta di disinformazione e propaganda, da una parte e dall’altra, che continuano a diffondere odio e cattiveria, cancellando ogni briciolo di umanità. Tante le fake news, ma quello che deve farci paura è l’assoluta assenza del rispetto per la vita umana.

prof francesco pira

Francesco Pira

Delegato del Rettore alla Comunicazione all’Università di Messina, dove insegna comunicazione e giornalismo ed è coordinatore didattico del master in social media manager del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne. 

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